“C’è una differenza enorme tra partire per scelta e farlo perché il presente ti espelle. Nel primo caso è libertà, nel secondo è necessità. È dentro questa frattura che nasce il diritto a restare: l’idea che il luogo in cui si nasce, si cresce e ci si forma non debba essere un punto di partenza obbligato, ma possa essere uno spazio reale di vita, lavoro e autonomia, in cui costruire futuro senza essere costretti a partire”. Lo scrive in una Marta Bonafoni, coordinatrice della segreteria nazionale del Partito Democratico con delega al Terzo Settore e all’Associazionismo.
“Questa proposta di legge – spiega – nasce da un percorso di ascolto e confronto con ragazze e ragazzi delle associazioni, che hanno contribuito alla definizione del testo, insieme al lavoro di Marco Sarracino, responsabile nazionale per il Partito Democratico della Coesione territoriale, Sud e aree interne, e dei gruppi di Camera e Senato. Il tema riguarda il lavoro, ma anche – aggiunge – la qualità della vita e la tenuta sociale del Paese. Quando interi territori si svuotano di giovani, energie e competenze – aggiunge – non si perde solo popolazione: si allargano le disuguaglianze e si indebolisce la democrazia. Per questo investire su salari, stabilità del lavoro, diritto alla casa, servizi e aree interne significa investire sul futuro dell’Italia. In fondo – conclude la nota stampa di Marta Bonafoni – il diritto a restare è questo: rendere di nuovo possibile immaginare il proprio futuro”.
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