di Vittorio Lussana
A Roma stanno capitando eventi climatici strani. Alla mattina fa bello, l’estate sembra ormai arrivata e ci si veste leggeri, per non patire i primi caldi. Poi nei pomeriggio, all’improvviso, vien giù un temporale della durata di 5 minuti al massimo. Come se fossimo ad agosto, praticamente.
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Proprio l’altro giorno, tutto è iniziato con una mattinata di sole bruciante. Dovevo sbrigare una pratica importante e sono stato accolto in Municipio da un’impiegata giovane e carina, con le infradito ai piedi: una situazione estiva, insomma. Tuttavia, nel pomeriggio, addirittura due cambiamenti di clima repentini: un primo temporale all’ora di pranzo; in seguito, una breve sosta; infine, un secondo temporale fortissimo, con la pioggia che veniva giù a secchiate, sempre di breve durata. Quando non piove si starebbe benissimo; quando invece scoppia la tempesta, si è costretti a chiudere i vetri per non far entrale l’acqua in casa. E si muore dal caldo, a livelli smaniosi.
Avevo anche una cena in piedi tra l’altro, dov’ero l’invitato più atteso e gettonato. Niente da fare: tutto annullato, perché non si riesce a stare da nessuna parte e ti vengono i dubbi persino sulle scarpe da metterti. Se infatti indossi le Timberland, poi ti domandano: “Ancora con le Timberland”? Se invece decidi di indossare le Oxford, torni a casa con i piedi zuppi, le scarpe cresciute di almeno due muneri e i pesciolini dentro.
Correndo verso casa, Incontro casualmente l’impiegata della mattina con ai piedi gli stivali in gomma e un look da Giorgia Meloni in Romagna, pronta a dragare il Po a mani nude. Le chiedo come abbia fatto a cambiare il proprio dress code e mi spiega che lei va in giro con due paia di scarpe e maglioncini vari e che si cambia in macchina, con tanto di giravolta alla Wonder Woman.
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In pratica, io dovrei portarmi appresso tutta la scarpiera e indossare, sotto ai vestiti, il costume da Superman. Peccato che le cabine telefoniche non esistano più.
Ma la soluzione c’è: vestirsi a cipolla.
(13 giugno 2023)
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