di Paolo M. Minciotti, #LGBTIQA+
“Nonostante l’ufficializzazione dell’Ufficio per le politiche LGBTIQ da parte della giunta Gualtieri, i movimenti reazionari non si rassegnano e indicono una raccolta firme per abolirlo, additando come fake news il fatto che l’emergenza non esiste”, lo scrive in una nota il segretario di Gaynet Rosario Coco.
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“Associazioni come Pro Vita ripetono come un disco rotto che secondo i dati OSCAD le aggressioni omofobiche sono un numero trascurabile. Chi vogliono prendere in giro? Dimenticano che proprio grazie alla bocciatura della legge Zan, il nostro ordinamento non permettere ancora di raccogliere ufficialmente le denunce di discriminazioni e violenze motivate da orientamento sessuale e identità di genere. I dati di cui si parla sono segnalazioni spontanee, mentre si ignorano volutamente i casi di cronaca, che ammontano a quasi uno ogni tre giorni”.
“I diritti delle persone LGBTIQ – prosegue Coco – sono diritti universali e meritano di essere garantiti con politiche specifiche per ridurre le disuguaglianze e combattere i pregiudizi. Come dimostrano le grandi capitali europee, le grandi città possono essere determinanti nella tutela di chi viene colpito dell’omotransfobia, nella formazione della pubblica amministrazione, nella promozione di un’educazione e di una cultura inclusiva, nel sostegno ad un turismo sempre più aperto, accogliente e variegato. Azioni come questa” chiosa Rosario Coco, “danneggiano l’immagine della nostra Città dipingendola come arretrata, bigotta e inospitale per i milioni di persone che intendono visitarla”.
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(16 dicembre 2021)
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