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No, la neve a Roma no!!! #pensieriniromani di Vittorio Lussana

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di Vittorio Lussana, #pensieriniromani

Ossignür, forse su Roma nevicherà. E quando nella capitale d’Italia nevica, tutto si blocca, perché nessuno è preparato a niente. Non manca solamente il sale da gettare sulle strade, ma persino il camion che dovrebbe spargerlo. Già la nevicata del 2012 è stata un dramma: uno scenario da film catastrofista americano, con Gianni Alemanno che evocava le profezie Maya sulla fine del mondo.

I paesi della provincia intorno alla capitale sono abituati alle fioccate: alla notte nevica, ma già il mattino dopo puoi uscire di casa con le strade libere. All’interno del Grande Raccordo Anulare, invece, niente da fare: con la neve, i romani proprio non vanno d’accordo. Eppure, molti di loro si recano ogni anno in settimana bianca: perché quando sono in città restano impalati come statue di sale? Non è dato sapere.

Ricordo quella volta che giunsi a Bologna avvolta dentro a una vera e propria tormenta. Era il 1991 e sembrava di stare a Varsavia. Eppure, i bolognesi non facevano una piega: ordinaria amministrazione, secondo loro. Per certe cose, il nord funziona meglio: l’organizzazione si sa bene cosa sia e raramente i settentrionali si fanno trovare impreparati innanzi a certi eventi. Accade tutti gli anni: dove sta la notizia? Giusto.

Invece, a Roma no: la non notizia diventa sempre una notizia. Ma com’è possibile? E’ vero che non nevica regolarmente nella capitale: una prima infiocchettata la vidi nel 1969, con mio padre impegnato a liberare la sua Alfa Romeo Giulietta rimasta sepolta sotto una coltre di ghiaccio spessa quasi un metro. Poi più niente fino al 1985, nel giorno dell’Epifania. In seguito, ci fu un’altra nevicata nel 1986 e basta: fino al 2012, più nulla.

La nevicata del 1986, tra l’altro, la ricordo benissimo: siccome la città era totalmente bloccata, con gli amici organizzammo un filmetto amatoriale a episodi da girare nei nostri appartamenti, dal titolo: “Mentre Gesù prega, gli apostoli si addormentano”. La trama, più o meno, era la seguente: Gesù, interpretato da Stefano Galanti, predicava in piena crisi mistica mentre noi, che eravamo i suoi apostoli, ci addormentavamo dalla noia. Quante risate, ragazzi: dissacranti sin da allora.

Nel secondo episodio, san Francesco, interpretato da Andrea Giulia, voleva a tutti i costi fraternizzare con fratello lupo interpretato da Sergio De Iulio, il figlio dell’ottico di viale Giulio Cesare, in Prati. Al fine di mettersi nei panni dell’animale, De Iulio indossò la pelliccia sintetica di sua mamma. Il finale dell’episodio forse è un po’ scontato: il lupo si rompe ben presto le scatole di un san Francesco eccessivamente affettuoso e lo sbrana. Un vero e proprio spunto d’ispirazione per la legge sullo stalking, giunta anni dopo.

Nel terzo episodio, noi quattro ci sedemmo attorno a un tavolo per giocare a carte. Un gioco senza regole, dove ognuno faceva scopa a modo suo, senza alcun senso logico, in un’ambientazione da saloon in stile western. Ovviamente, ben presto scoppiò una rissa furibonda e ci scazzottammo tutti quanti a vicenda, come nei film di Bud Spencer. Ovviamente, fummo ben presto fermati dalla madre di Stefano Galanti, preoccupata per una rissa che stava degenerando nella distruzione di tutta la casa.

Nel quarto episodio, Federico Monti rimase bloccato nell’ascensore dello stabile di Andrea Giulia. Suonò a lungo l’allarme e attese l’aiuto di qualcuno, ma Roma era letteralmente paralizzata dalla neve e lui si ritrovò prigioniero nell’ascensore per giorni interi, senza che nessuno venisse a liberarlo. La situazione precipitava giorno dopo giorno, con monologhi sempre più deliranti. Alla fine, Federico Monti morì di fame e di stenti nell’ascensore, che divenne un luogo di pellegrinaggio, dando vita a una nuova religione.

Vabbè, basta coi ricordi di Roma sotto la neve: speriamo bene, ragazzi. E tu, Gualtieri, mi raccomando: fatti trovare preparato, che di girare un altro film non abbiamo né tempo, né voglia. S’invecchia, ragazzi: è proprio vero…

 

(14 dicembre 2021)

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