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Quelli che “Prendiamo trentamila nullafacenti e facciamogli fare un corso da infermieri”…

di Redazione, #Roma

E poi ci sono quelli che sono civici e che dai microfoni di qualche radio romana, di quelle che in nome del calcio si può dire perché è goliardia, gli scappa detto che si possono prendere “Trentamila nullafacenti e fargli fare un corso da infermieri”. E succede che di quelli che sono civici s’innamorino Meloni e Salvini, ché mai con questa destra, e dall’endorsement alla candidatura il passo è breve.

La frase viene infatti attribuita da un gruppo Facebook (vedi link in alto) al candidato della destra alle elezioni capitoline.

Dopo i sesterzi e il pannolino lavabile saremmo così alla faciloneria da ospedale, mutuata dal bar sport virtuale. Così tocca a Zega, dell’Ordine Professionale Infermieri confezionare una risposta che sappia di umanità e senso: “Per diventare infermieri non si deve fare un corso, ma prendere una laurea che comporta anni di studi e di tirocinio. Sorprende che anche dopo la emergenza della pandemia, che ha inflitto una dura lezione proprio circa la mancanza di personale infermieristico, si possa ancora pensare alla nostra professione come formata in un imprecisato corso, magari trimestrale e per corrispondenza”.

Saremmo così dunque ai candidati che vanno oltre il populismo sovranista, o il sovranismo populista, oltre la boutade caciarona, insomma siamo oltre. Da Meloni e Salvini silenzio, perché quando devono parlare (vedi fatti di Ardea) loro tacciono.

 

(14 giugno 2021)

©gaiaitalia.com 2021 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 




 

 

 

 

 

 

 

 




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