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Sovranisti da “sgabuzzino” #pensieriniromani di Vittorio Lussana

di Vittorio Lussana, #pensieriniromani

Se gli italiani la smettessero di ragionare per tifoseria e avessero la curiosità di approfondire alcune notizie, si accorgerebbero che anche lo schieramento di centrodestra si ritrova in profonda confusione. Ne è un esempio quanto accaduto in questi giorni nell’Aula Giulio Cesare del Campidoglio, durante una seduta del Consiglio comunale di Roma, in cui Lega e Fratelli d’Italia hanno presentato una mozione che collegava, assai artificiosamente, un processo di ‘denatalità’ totalmente inventato con l’emergenza sanitaria e la pandemia da coronavirus. Alcuni dati, infatti, segnalano che a Roma, nel corso del 2020, è avvenuto un aumento delle nascite di circa duemila unità e non un decremento. A testimonianza di come le forze sovraniste non si informino mai di nulla e di quanto diano per scontati una serie di luoghi comuni che si trasformano, regolarmente, in pregiudizio.

A Roma, in pratica, non si può parlare di ‘effetto lockdown’, bensì di ‘Generazione lockdown’: questa è la notizia. Ma le destre sovraniste, che avrebbero dovuto mostrarsi felicissime per un simile esito demografico in controtendenza, neanche se ne sono accorte. Si tratta, in realtà, di un fenomeno assolutamente prevedibile: tra smartworking, lavori da remoto e lunghi periodi di chiusura in casa a causa della pandemia, cos’altro potevano fare, i romani? Si sono infilati sotto le lenzuola e gli hanno ‘dato giù’, no? E hanno fatto bene. Nessuno è contrario all’amore. E noi progressisti non siamo certo dei moralisti col cilicio avvolto su una gamba, per reprimere col dolore ogni tentazione. Anche noi ‘trombiamo’. Con una certa ‘allegria’, tra l’altro. Il vero mistero è un altro: da dove caspita proviene quest’idea che noi “radical chic” saremmo talmente innamorati della ‘diversità’ da diventare contrari a ciò che è normale? Non è dato sapere…

Sia come sia, l’ottusità del tradizionalismo sovranista rappresenta una sorta di muro trasparente, molto simile alla gabbia in cui venne rinchiuso Adolf Eichmann durante il processo che lo condannò, nel 1961, per crimini contro l’umanità. Si tratta di una gabbia autoprotettiva, che serve a liberarsi psicologicamente da ogni responsabilità nei confronti del prossimo e della collettività. Una sorta di fuga dalla realtà ipocrita e incivile, che distorce l’individualismo trasformandolo in egoismo spicciolo, in cinismo opportunista.

In campo filosofico, tale sindrome viene definita “atomismo”: una forma di chiusura ideologica tesa a impedire la ricezione di qualsiasi argomentazione esterna, che potrebbe ‘disturbare’, o anche solo parzialmente mettere in dubbio, convinzioni e suggestioni anacronisticamente inattuali, obsolete, superate. E il teorico di questo ‘atomismo’, interamente basato sull’autoisolamento difensivo del “soggetto atomico privato”, si chiamava Alfred Rosenberg: il principale ideologo del Partito nazista e intellettuale di riferimento di Adolf Hitler.

In pratica, i nostri Partiti sovranisti non sono affatto tali: sono, più banalmente, delle forze neo-naziste, che vorrebbero imporre le proprie tesi agli altri tramite toni forzati e modalità autoritarie. E per far questo, il modo migliore è quello di rinchiudersi dentro una propria ‘pseudorealtà’ pietrificata e immodificabile, anche se appare evidente come, nella società, ogni cosa tenda al mutamento dinamico o sia già mutata da tempo.

Purtroppo, non c’è niente da fare: i nostri sovranisti fanno una fatica del diavolo non tanto a riconoscere la realtà, dalla quale rifuggono, quanto semplicemente a comprenderla. Bisognerebbe mettersi lì e spiegare loro, passo per passo, quanto accaduto in precedenza, con una pazienza infinita. Ma anche quando si cerca di farlo, si viene immediatamente giudicati come dei malati di ‘pedagogismo esasperato’, poiché tali forme di ‘asocialità’ tendono a rimuovere e a respingere qualsiasi argomento innovativo o che, più semplicemente, non rientra nei loro canoni di pensiero.

Persino in Paesi culturalmente ortodossi come la Polonia, ma anche in molti Stati islamici, i cittadini sono consapevoli dei vari processi di secolarizzazione e di laicizzazione in atto. Qui da noi, invece, no: ci ritroviamo di fronte a un buon numero di dissociati, a veri e propri soggetti alienati, che vivono ai limiti dell’allucinazione e neanche riescono a spiegarsi come mai, a un certo punto, si ritrovino sempre e regolarmente a fare ‘a cazzotti’ con la realtà.

Siamo di fronte a delle autentiche forme di dissociazione autoindotta, basate su teorie totalmente rivolte alla prassi, come nel caso del tanto odiato ‘marxismo’. Insomma, noi siamo, ancora oggi, di fronte a un problema di subculture assolutiste e totalitarie, di destra e di sinistra, che non abbiamo affatto superato: una diagnosi da cui una buona parte del popolo italiano rifugge con orrore, rifiutandosi di guardarsi allo specchio.

Adolf Eichmann, pochi mesi prima di essere condannato a morte per impiccagione, ebbe il coraggio di chiedere il perdono del popolo ebraico, per il ruolo organizzativo da lui svolto all’interno del regime nazista e per non essersi reso conto di essere diventato un ingranaggio fondamentale della macchina di sterminio ‘hitleriana’. Sarà anche stato un uomo talmente banale da non accorgersi che la sua stessa banalità si era rivelata persino più dannosa della follia di Hitler, ma per lo meno permise che un concetto ‘nuovo’ entrasse a far parte del suo modello di pensiero, scardinando molte sue convinzioni del passato. Ci era arrivato, insomma, al ‘nocciolo’ del problema. Invece, i nostri sovranisti sono talmente superficiali che neanche ci arrivano a contenuti del genere: il loro ‘file’ mentale proprio non si apre, rifiutando, ‘sic et simpliciter’, la realtà. Soprattutto, quando le cose vanno in una maniera totalmente diversa rispetto a quella da loro ipotizzata: una cosa che accade a tutti, tra l’altro. Continuamente.

Insomma, più che dentro a una gabbia, i sovranisti di casa nostra sono rinchiusi dentro a uno ‘sgabuzzino mentale’. E non c’è modo alcuno di farli uscire da quegli angusti spazi in cui essi stessi si sono ‘autostipati’.

 

(10 marzo 2021)

©gaiaitalia.com 2021 – diritti riservati, riproduzione vietata

 


 

 

 

 




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