di G.G. #Roma twitter@gaiaitaliacomlo #Tiberis
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Tiberis, la favolosa spiaggia di Roma sulle rive del Tevere, sotto Ponte Marconi o da quelle parti, il progetto che doveva rendere immortale la Supersindaca e rivaleggiare con le iniziative partorite con intelligenza da Berlino e Parigi (perché è noto che chi ha i soldi per godersi Berlino o Parigi se ne va sotto Ponte Marconi, con tutto il rispetto per Roma) è il solito incubo alla Raggi.
Un caldo porco, niente bagni chimici (e dove la fai?), niente wi-fi, quattro gatti, quarantotto ombrelloni e sdrai, niente punti ristoro, niente chioschi e – pare – anche un accordo con il capo della “detestata” comunità Rom della zona per lasciare in pace i quattro gatti che eventualmente decideranno di andarci a Tiberis, la spiaggia dei Miracoli, e farsi divorare dalle zanzare. Nemmeno Raggi c’è andata. Manco l’inaugurazione ha fatto, la Sindaca del Coraggio andate avanti voi.
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Poi ci si mette il maltempo, così la Sindaca delle Funivie ha la scusa per starsene a casa e non deve giustificare i teli neri che nascondono il canneto tagliato alla bell’e meglio e che scalpitano per ricrescere il più in fretta possibile. Perché il gomblotto contro la favolosa spiaggia della Sindaca Favolosa è globale.
Così mentre la ressa [sic] per occupare in tempo uno dei 48 [sic] lettini a disposizione si scatena e i romani, arma bianca tra i denti, si scannano per l’agognata spiaggia del Tevere quando hanno le spiagge di Ostia a trenta minuti, c’è anche chi si rivolge al capo Rom locale per la protezione della spiaggia, la chiameremo spiaggia per comodità.
Lo scrive Il Messaggero:
“Ci siamo raccomandati a Zorro” spiega ridacchiando una delle responsabili del progetto, Simonetta De Ambris. In che senso? Ma poi chi è questo Zorro? Forse un dirigente del Comune? Macché. Si tratta del “capo” di un gruppo di rom che da anni vivono accampati a pochi passi dallo stabilimento, in vicolo Nicola Savini, e che si è messo a disposizione del Comune di Roma per “proteggere” la spiaggia.”, lo scrive l’articolo di Camilla Mozzetti.
Dunque la Sindaca si rivolge ai Rom, o i Rom si offrono alla Sindaca, per “controllare” che non succeda nulla alla spiaggia [sic] delle “sabbie granulometriche” sul Tevere che “sta nel territorio” dei Rom? Sicuramente abbiamo capito male, perché i Rom sono il nemico numero uno della Teocrazia Pentaleghista al Governo e della Diarchia che guida con dolcezza il presidente del Consiglio invisibile. E non si può scendere a patti coi Rom.
Vero è che, visto come sta trattando la comunità sudanese, la Sindaca sta calmando le pulsioni razziste e xenofobe della parte più estrema della coalizione e nel meraviglioso mondo dei pasdaran gialloverdi tutto è possibile.
(6 agosto 2018)
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