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Perché chiamarlo “Spelacchio”? Bastava dire che fa schifo. Questo è accanimento

foto: IlTempo.it che commentava “Luci e palle, è nato Spelacchio: l’albero fa ridere tutti”

di Giovanna Di Rosa #Roma twitter@gaiaitaliacomlo #Spelacchio

 

 

Davvero la vostra cattiveria non ha limiti: solo perché un assessore con poco senso estetico e sicuramente nessun senso politico ha scelto per Piazza Venezia, una delle più visitate di Roma, un albero di Natale orribile – dovevate leggerne la descrizione sul comunicato stampa capitolino, che si soffermava sul numero delle lampadine a decorarlo [sic], mancava ci scrivessero anche il numero degli aghi (non sarebbe stato difficile contarli) e subito voi – ingrati di fronti agli, e certamente poco acuti osservatori degli sforzi profusi dalla Giunta di Virginia Raggi la Magnifica – siete pronti a scagliarvi contro siffatta bellezza, contro simile opera celebrativa, contro tanta magnificenza, per odio personale e spirito di vendetta. Non si fa.

Choderlos de Laclos scriveva nel suo “Le Relazioni pericolose” che “non ha senso vendicarsi di una donna, ci pensa il tempo”, in realtà la battuta non era proprio questa, fu Paolo Poli nella riduzione teatrale del testo, ad indovinare una fulminante traduzione, adattissima al caso specifico.

Dunque Spelacchio è il nuovo miracolo pentastellato partorito da un nuovo assessore dei miracoli il quale, ritratto con l’albero di Natale più bello della Storia di Roma, ha reso noto a tutti quale sia il suo senso estetico, si è insomma fatto l’albero a sua immagine e somiglianza. Ciò che vi fa rabbia e invidia, oh ingrati romani!, è la stella enorme (che non è una cometa), che ovviamente invia al sublimine il nome della forza politica che governa la Capitale, come se fosse possibile relegarla nell’inconscio visto ciò che fa, che campeggia sulla punta dell’albero più brutto che si ricordi.

Invece di inventarvi nomignoli sugli alberi pensate a tutto ciò di buon che la Giunta fa per voi e ringraziate, ché sotto Natale bisogna esser buoni. Dopodiché la Guerra è aperta di nuovo. Con tutto il rispetto…





(11 dicembre 2017)

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