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La brava donna “sequestrata” dai migranti a Roma si è inventata tutto: anche i sassi ai bambini

di Giovanna Di Rosa, twitter@gaiaitaliacomlo

 

 

Ricorderete l’episodio al Tiburtino III: la storia nacque da una donna che “aveva visto un immigrato tirare sassi ai bambini” e che era poi stata “sequestrata dagli immigrati” all’interno di uno dei centri di detenzione, ops! raccolta, che utilizziamo in questo civilissimo paese per impedire a loro di uscire o a noi di entrare [cit.] .  Ne era scaturito un casino indicibile con scontri tra la popolazione locale e gli immigrati ed un eritreo era stato accoltellato, senza che Salvini dicesse una parola. Nemmeno noi avevamo scritto una parola, perché alla storia non c’avevamo creduto. E avevamo ragione. Perché la signora – una ladruncola – si è inventata tutto.

Il 29 agosto non c’era nessun profugo eritreo a lanciare sassi contro un gruppo di ragazzini; non c’era nessun sequestro né pestaggio, ma c’è stata sì una guerriglia provocata dalla follia paranoica della 36enne che ha scatenato, con le sue bugie, un putiferio che ha mandato all’ospedale con una prognosi di 30 giorni da accoltellamento un eritreo. La gentile signora ha precedenti per furto, si è sempre lì a puntare il dito contro gli altri quando si è delinquentelli, ed è indagata dalla procura di Roma. Le accuse sono lesioni aggravate dall’uso di arma: il tondino con il quale è accusata di avere ferito il 40enne eritreo Yacob. I nodi vengono al pettine, le bugie hanno le gambe corte, la gente fa sempre più schifo, non sono io ad essere falsa è lui che è eritreo: mettetela come volete.

Non sono gli immigrati il problema di questo paese. Sono i suoi abitanti. Che si scavano la fossa da soli con i loro mezzucci, il loro odio, la loro ignoranza, la loro incapacità, le loro fandonie. E se ti chiedo una sigaretta devi darmela, perché tu sei nero e fai ciò che dico io, perché pare che tutto sia partito da lì. Una santa donna, martire da difendere per i fascisti che pochi giorni dopo agosto hanno bloccato 35 migranti, per lo più donne e bambini, dentro una chiesa che avevano scelto per assistere alla messa: la Chiesa di Santa Maria del Soccorso. Sono dovuti uscire scortati dalla Polizia quei 35 fedeli che hanno avuto l’ardire di andare a messa a Roma dopo le false denunce di una scriteriata.

 




 

(3 settembre 2017)

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