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La Sindaca Raggi sul Complotto dei Frigoriferi, povera Roma (e le funivie che mangiano passeggeri?)

virginia-raggi-37-complotto-frigoriferidi Giancarlo Grassi

 

 

 

 

Da persona che ha vissuto per qualche anno a Roma e che se n’è andata da poco, le ridicole dichiarazioni di Virginia Raggi al quotidiano Repubblica sulla presenza di frigoriferi e rifiuti ingombranti a fianco dei cassonetti “vuoti” (solo per lei), suonano non soltanto bizzarre, perché non è chiaro se la Sindaca del Complotto dei Frigoriferi creda sul serio a quel che dice.

Virginia Raggi parla di “chiudere il ciclo dei rifiuti”, senza aggiungere granché all’annosa questione e quindi passa ad analizzarne un’altra che la preoccupa oltremodo: “… non ho mai visto tanti rifiuti pesanti, divani, frigoriferi abbandonati per strada. Non so se vengono fatti dei traslochi, se tanta gente sta rinnovando casa, ma è strano…” (suggeriamo sommessamente alla Sindaca delle Funivie che frigoriferi, poltrone, divani, sedie, tavoli, lavatrici e quant’altro a fianco dei cassonetti romani ci sono sempre stati, non è una novità dovuta ad un complotto anti 5Stelle, ma forse noi ce li siamo sognati), poi continua e dice che “…è un po’ strano, ci sono frigoriferi che invece di essere portati all’isola ecologica vengono buttati vicino ai cassonetti e non è mica un lavoro semplice portarli lì, non so neanche come facciano. Però il frigorifero è già tutto sfondato e graffitato. Mi sembra strano”. Poi alla domanda “E chi pensa che ce li metta”, la Sindaca dei Miracoli dice “Non lo so” ed invoca non il signore dio suo, ma la collaborazione dei cittadini. E quindi continua nel consueto stile M5S che non dice nulla tirando in ballo qualsiasi cosa.

Certo è che il Complotto dei Frigoriferi è cosa seria. Non vorremmo che decidessero improvvisamente di lanciarsi da soli dalle finestre o di mettersi in combutta con water, magari usati e di dubbia ignienicità, per invadere le strade della Capitale. E come la mettiamo nel caso la progettata funivia un giorno dovesse decidere di andare all’indietro? Da sola? Sarebbe la rivoluzione della macchine. Altro che Asimov!

 

 

 

 

(25 ottobre 2016)

 

 

 

 

 

 

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