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A proposito di 500 funzionari del Campidoglio senza delega, una precisazione della Cisl che fa chiarezza

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cisl-roma-rietidi Giancarlo Grassi

 

 

 

 

A proposito di un’articolo pubblicato dal nostro quotidiano sulla questione dei 500 funzionari del Campidoglio che sarebbero senza delega e quindi non sarebbero in condizioni di lavorare, notizia da noi ripresa da altri quotidiani, prima di ironizzare sui miracoli della Sindaca, che siam cattivi anche noi come tutti gli altri, abbiamo chiesto lumi sulla questione a Giancarlo Cosentino, segretario EE.LL della Cisl Funzione pubblica, il quale ci ha risposto con una dettagliata nota che chiarisce molti punti della vicenda, e sbugiarda molti titoli, compreso il nostro. Eccola di seguito:

 

Ho appreso che alcuni organi di stampa, recentemente,avrebbero riportato la notizia di 500 funzionari senza deleghe ed in “ufficio senza lavorare”. Occorre fare chiarezza e puntualizzare due aspetti. Ad oggi i quasi 500 funzionari in parola hanno ricevuto l’incarico di responsabilità dall’Amministrazione di Roma Capitale,quindi operano pienamente negli uffici assegnati.
La disfunzione organizzativa nasce, invece, nel momento in cui il Dipartimento Risorse Umane alla data del 31 luglio 2016 non ha saputo individuare procedure tecnichecontrattuali per garantire gli incarichi di posizione organizzativa in via di cessazione nelle more di un bando, tempestivo, per il conferimento dei nuovi incarichi.
La posizione organizzativa è un incarico di maggiore responsabilità rispetto a quello canonicamente attribuito al funzionario per la qualifica ricoperta. Oggi gli ex titolari di posizione organizzativa hanno tutti una funzione di responsabilità, sovrintendendo a compiti ed uffici spesso di grande delicatezza.
Ciò che ancora non è stato fatto è il bando per il conferimento delle nuove posizioni organizzative, che dovrebbe peraltro essere in armonia con la nuova macrostruttura di Roma Capitale.
Ritengo che l’Amministrazione debba cogliere, velocemente, tale occasione per intervenire sull’organizzazione generale dell’Ente, apportando quelle innovazioni che da tempo le organizzazioni sindacali richiedono ed indispensabili per innalzare Roma al ruolo che le compete come capitale d’ Italia e centro d’interesse mondiale.
Pertanto non esistono “funzionari senza funzione”, bensì lavoratori che subiscono atti unilaterali (delibera 236 della Giunta Marino), che auspicano una reale riorganizzazione dell’ente ed il pagamento del salario, per le attività svolte nel 2015, ad oggi in parte non erogato.
Certamente la macchina amministrativa dell’Ente ha necessità di una profonda riorganizzazione che abbia come elemento qualificante la messa in trasparenza dei processi e la certezza delle responsabilità.
Riorganizzazione questa che ovviamente non può prescindere dalla valorizzazione dei suoi 24.000 dipendenti a cui va riconsegnata la dignità di un giusto contratto di lavoro, vera leva organizzativa, ed un giusto salario ad oggi negato.
Lavoratori questi, che fuori da ogni colore politico di governo, accendono ogni giorno i servizi ai cittadini della Capitale.

 

 

 

 

(15 settembre 2016)

 

 

 

 

 

 

 

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