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Perché la Sindaca Precipitata non parla ai Romani? Perché parlano i suoi fallimenti

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foto ANSA/GIUSEPPE LAMI
foto ANSA/GIUSEPPE LAMI

di Giancarlo Grassi

 

 

 

 

Sui social si chiedevano ieri, il giorno della caduta dell’Imperatrice, perché di caduta si tratta, come mai Virginia Raggi non spiegasse la situazione ai romani. Il motivo è che la situazione ai romani l’hanno già spiegata i suoi fallimenti, il suo immobilismo, la sua arroganza, la sua incapacità. Non c’è granché da spiegare.

A spiegare come stanno le cose ai romani ci pensa invece il sedicente direttorio a 5Stelle, quello con Di Battista e Di Maio, e anche Fico, insomma quello dei cervelloni che, scrive Repubblica, scriverebbe sul blog del vate una lettera di incoraggiamento a Raggi ad andare avanti ma prima, sarebbero parole loro, “In maniera soft le chiederemo di rimettersi in riga”, che nel linguaggio dei 5Stelle significa che la Sindaca è sull’orlo del precipizio e che son pronti a farla fuori per lasciarla al suo destino. Commissariamento a 5Stelle.

Lei, da parte sua, deve essere consapevole della pessima aria che tira se è vero che durante la riunione della sua maggioranza ha gridato tra le lacrime: “Cosa volete da me? Sono io che rischio tutto” – le parole devono essere state un tantinello più colorite, a Roma non ci si va giù leggero – come se di candidarsi a vessillo dell’incapacità a 5Stelle sull’agognata poltrona di Sindaca gliel’avesse ordinato il medico. Dopo la sfuriata la Sindaca si è rimessa a posto i capelli corvini ed ha ricominciato a passare il tempo spulciando curriculum (come farà a governare se spulcia solo curriculum?) e a pensare che forse non le basterà la legislatura per comporre la Giunta. In fondo passerà alla storia, almeno, come colei che ha fatto sedere il proprio figliolo sulla poltrona di Sindaco, perché bisogna educarli all’umiltà fin da piccoli.

Ora Donna Raggi delle Funivie piange perché ha voluto la bicicletta e l’ha avuta? Ora che ce l’ha stia zitta e pedali. E se cade, si rialzi. E se non può rialzarsi si andrà ad elezioni. Sopravviveremo.

Chi non sopravviverà sono i 5Stelle: loro volevano Roma per dimostrare agli Italiani che sono dei geni del buon Governo, della coerenza e dell’onestà e quella mattacchiona della Sindaca cosa fa? Piazza un ex collaboratore di Alemanno tra i suoi fedelissimi (sarà che i debiti elettorali in qualche modo vanno ripagati) ed inanella un disastro dopo l’altro, incapace, la Sindaca dei Cosa Volete da Me, di studiarsi per bene il Testo Unico sugli Enti Locali, ché non serve studiare dato che in casa 5Stelle si nasce furbi e colti. In 70 giorni hanno fatto solo disastri, non hanno preso una decisione, hanno detto solo “No” a tutto, come fanno in parlamento, e – confortando gli adepti alla setta a 5Stelle – quel poveraccio di Di Maio riesce solo a dire che “Governare Roma è complicato”. Immagina, l’umile Di Maio, che governare l’Italia sarà più semplice [sic], e del resto non può certo dire “rappresento un gruppo di impreparati improvvisatori che propagandano aria fritta”. Non è nel suo stile e bisogna comprenderlo, questo ex webmaster che dichiara “i geologi non servono a niente” [cit. Ballarò].

Così che per mettere a posto le cose tra i suoi ragazzacci lunedì 5 settembre arriverà a Roma il gran capo Beppe Grillo. C’è proprio da stare tranquilli.

 

 

 

 

 

 

(2 settembre 2016)

 

 

 

 

 

 

 

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