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Le braciole domenicali del capo di gabinetto di Zingaretti e il ritrito racconto del “lei non sa chi sono io”

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di R.S. #Roma twitter@GaiaitaliaRoma #Politica

 

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Scriveva Next Quotidiano nei giorni scorsi di una braciolata al Pigneto quartiere romano dove vivrei molto volentieri, braciolata vietata dalle norme soprattutto se per parteciparvi devi allontanarti da casa – e magari vivi al Quartiere Africano ed è ancora in vigore il decreto-legge del 25 marzo 2020 che consente gli spostamenti da casa solo per comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità.

Un primo racconto, plausibile, racconta del Capo di Gabinetto di Zingaretti, Albino Ruberti, tra i partecipanti alla braciolata che, sorpreso dalle forze dell’Ordine si è subito autodenunciato anche se, siamo a Roma, si sono surriscaldati gli animi per una serie di malintesi che poi sono stati appianati.

Sono stato giustamente multato perché non mi trovavo al mio domicilio – la spiegazione di Ruberti – stavo partecipando a un pranzo di lavoro in una abitazione privata. Negli ultimi 60 giorni ho praticamente vissuto alla Regione e, considerata la festa nazionale, ho preferito fare questo incontro a pranzo per poi tornare a casa dai miei familiari. Chiaramente lunedì pagherò la multa».

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Poi c’è la versione altra, quella di Vincenzo Bisbiglia su Il Fatto Quotidiano riportata, come la precedente, da Next Quotidiano, secondo la quale tra i protagonisti della vicenda c’erano anche la consigliera regionale del Lazio Sara Battisti e il consigliere politico della ministra dell’Infrastrutture Andrea Pacella con il solito, italianissimo, “Le normative le scrivo io…tu non sai chi sono io” che secondo Bisbiglia il capo di gabinetto di Zingaretti Albino Ruberti avrebbe lanciato all’indirizzo degli Agenti.

Era un incontro di lavoro”, assicura Ruberti, interpellato dal Fatto Quotidiano , dovuto al fatto che “la mattina il ministero aveva richiesto il supporto della Protezione civile regionale sul fronte dei trasporti”e dunque “avevamo necessità di scambiarci valutazioni ”. Nel verbale di consegnato a Ruberti, gli agenti affermavano che “si trovava in un’abitazione di un amico a consumare il pranzo”.

Insomma le cose in questo paese hanno sempre almeno due o tre versioni. Per conoscere i fatti o sei lì o fai un mix di tutto ciò che viene detto e ti fai un’idea. Noi la nostra ce la siamo fatta. Voi fatevi la vostra.

 

(5 maggio 2020

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