“La cosiddetta legge ‘anti baby gang’ approvata ieri dal Governo Meloni non risolve certo i problemi legati alla criminalità organizzata in Italia. Mandare nelle carceri, già sovraffollate, un minore è l’unica soluzione che questa destra di governo è capace di proporre” dichiarano i Consiglieri capitolini di Roma Futura Giovanni Caudo e Tiziana Biolghini.
“Il testo, infatti, rende i minori sempre imputabili se hanno più di 14 anni, eliminando l’obbligo per i magistrati di accertare la capacità di intendere e di volere di un ragazzo dai 14 ai 18 anni. Una mossa che a quanto pare ha creato scompiglio anche tra la maggioranza alla Camera, con scontri tra FI e Lega che hanno rivendicato la paternità sull’iniziativa. E mentre la Premier commenta orgogliosamente sui social che “chi sbaglia deve rispondere delle proprie azioni a qualunque età” ci chiediamo quanto stiamo andando indietro in questa società, ponendo in secondo piano la sfera educativa dei nostri giovani, svalutando così un’intera generazione. Le baby gang nascono grazie a quegli adulti che non hanno saputo portare cambiamenti nelle sfere di giovani collocati ai margini della società, che vanno dalle periferie più remote alle piazze di spaccio. Lo stesso vale per tutti quegli adulti che sfruttano ragazze e ragazzi per i propri interessi economici. Più che colpevoli questi giovani sono le vittime di un sistema che di certo non cambierà grazie a leggi come queste contro le baby gang” concludono Caudo e Biolghini.
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(24 luglio 2026)
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