Primo risultato concreto della mobilitazione sulla riforma degli istituti tecnici: nell’incontro di oggi il Ministero ha annunciato la revisione dei quadri orari, con la riduzione delle quote rimesse all’autonomia scolastica e il recupero di ore per discipline scientifiche, economiche, per geografia, per la seconda lingua straniera e le discipline di indirizzo. Gli interventi riguarderanno primo biennio, secondo biennio e quinto anno. Un arretramento ottenuto grazie allo sciopero nazionale del 7 maggio, al blocco delle attività aggiuntive dal 22 maggio al 21 giugno e alle iniziative di studenti e famiglie.
“La mobilitazione ha dimostrato che la scuola, quando si organizza collettivamente, può ottenere risultati — dichiara Gianna Fracassi, segretaria generale FLC CGIL —. Ora serve un provvedimento chiaro, tempestivo e coerente, che fermi l’improvvisazione e riconosca il valore dell’istruzione tecnica”.
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Per la FLC CGIL le correzioni annunciate restano però parziali e tardive, le scuole non possono essere lasciate nell’incertezza a poche settimane dall’avvio del nuovo anno scolastico. Le rivendicazioni restano tutte in campo e per questo la vertenza non si ferma: rinvio dell’applicazione della riforma, revisione complessiva dell’impianto, ripristino totale delle ore sottratte, tutela degli organici e pieno coinvolgimento delle comunità scolastiche.
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(8 luglio 2026)
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