“La direttiva sulle vittime di reato appena approvata oggi al Parlamento europeo porta la logica del ddl Zan in Europa: non istituisce nuovi reati né nuove aggravanti, ma ribadisce la necessità di considerare tutte caratteristiche personali oggetto di discriminazione in qualsiasi impianto normativo sui crimini d’odio”. Così Rosario Coco, Presidente di Gaynet, in una nota.
“La direttiva si fonda sull’articolo 82 del TFUE sulla cooperazione giudiziaria in materia penale nell’Unione e individua delle tutele specifiche per le vittime di qualsiasi reato, a prescindere dal reato commesso. In particolare, si stabiliscono tutele specifiche considerando anche l’orientamento sessuale e l’identità di genere come caratteristiche di potenziale fragilità. La direttiva non interviene sull’impianto dei crimini d’odio e delle aggravanti, che invece interessano la motivazione dell’azione criminale. Tuttavia, si tratta di un nuovo strumento fondamentale per spingere gli ultimi Stati che ancora non prevedono una legge completa sui crimini d’odio – inclusa l’Italia – a colmare finalmente questo vuoto normativo”.
Così si chiude la nota stampa di Rosario Coco, presidente di Gaynet.
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(21 maggio 2026)
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