La ridefinizione delle identità attraverso l’Arte, la centralità della persona e delle sue fragilità, il teatro che si fa strumento di umanità, sono alcuni dei temi che animano la creazione Pinocchio. Che cos’è una persona? (premio speciale Ubu2024 – premio ANCT associazione nazionale critici del teatro 2024), spettacolo ideato, scritto e diretto da Davide Iodice, in scena al Teatro India dal 17 al 22 febbraio.
Protagonisti sul palco le attrici e gli attori extra-ordinari della Scuola elementare del Teatro conservatorio popolare per le arti della scena, accompagnati dai loro genitori, care givers, tutor, amici, che, attraverso la figura universale del burattino di Collodi, abitano una ricerca poetica fatta di ascolto, riconoscimento e autenticità esplorandone proprio i temi dell’identità e della fragilità.
Ad inaugurare il debutto romano, martedì 17 febbraio (ore 18.30) nella Sala Oceano del Teatro India, si terrà l’anteprima dello Speciale Rai intitolato Davide Iodice. Pinocchio e gli altri. Prodotto da Rai Cultura in collaborazione con la Biennale di Venezia — dove il Direttore Willem Dafoe ha fortemente sostenuto il progetto — il documentario racconta il percorso artistico e pedagogico di Davide Iodice. All’anteprima interverranno: Fabrizio Zappi (Direttore Rai Cultura), Pietrangelo Buttafuoco (Presidente della Biennale di Venezia), Luca De Fusco (Direttore Artistico del Teatro di Roma), l’autore Felice Cappa e il regista Davide Iodice. Lo Speciale sarà poi trasmesso su Rai 5 sabato 21 febbraio (alle 22.50 circa) e sarà poi replicato domenica 22 febbraio (alle 17.25)
Subito dopo la proiezione, lo spettacolo andrà in scena partendo proprio dalla domanda che Davide Iodice si pone, “Che cos’è una persona?”, per delineare un’indagine poetica e profonda sulla diversità, sull’identità e sulla fragilità, attraverso la figura universale di Pinocchio, il celebre burattino che attraversa un processo di trasformazione magica ma anche dolorosa per diventare un bambino. Ispirandosi alla fiaba di Collodi, lo spettacolo porta sul palco un gruppo di attrici e attori con disabilità e neurodiversità, che ritrovano in Pinocchio un simbolo di sé: una creatura che non vuole adattarsi a una immagine stereotipa e abilista di normalità, dando vita a un dispositivo teatrale di ascolto e di espressione, un luogo in cui le fragilità diventano forza e il palcoscenico diventa un potente mezzo di uguaglianza e di esaltazione delle differenze.
Il lavoro di Davide Iodice interroga con delicatezza il significato di essere persone, restituendo al pubblico un’esperienza intensa e necessaria, che celebra la bellezza delle differenze e la complessità dell’essere umani, fornendo un nuovo concetto di identità e inglobando ed esaltando l’accettazione e la bellezza dell’essere “straordinari”. «Più volte in questi anni la figura del burattino Pinocchio ci è stato di ispirazione – dichiara Davide Iodice – Da sempre ci siamo rivolti a lui come a un fratello simbolico dei ragazzi con sindrome di Down o di autismo, o Williams, che compongono l’articolato gruppo di lavoro. Come pure appartiene alla stessa famiglia di quei ragazzi “miracolosamente” sottratti al crimine o in pieno percorso di ridefinizione della propria esistenza all’uscita del carcere che non hanno potuto o saputo evitare. Pinocchio e l’intera compagine simbolica della favola sembrano incarnare tutte le caratteristiche di un’adolescenza incomprensibile, incompresa, nel cui tormento a tratti gioiosamente furioso, a tratti cupo e irredimibile, si specchia una società̀ di adulti da macchietta o in rovina. Pinocchio è il diverso, è tutti i diversi, con la loro carica anarchica e dirompente, ma è pure il legno ‘stuprato’ come diceva Bene, dalla perversione ‘dell’immagine e somiglianza’ aggiungo io di un Padre, di tutta una Società normalizzante per la quale il concetto di Persona ha canoni rigidi, di convenzione, borghesi. Pinocchio, in una prima stesura, finiva con l’impiccagione del burattino, come a segnare un’impossibilità di uscita, poi corretta da Collodi con una definitiva, conciliante, benevola trasformazione in bambino, in Persona. Sì, ma che cos’è una persona?»
Lo spettacolo, quasi un manifesto sull’extra ordinarietà, è un’esperienza emozionante, fondamentale, inclusiva, un viaggio per riscoprire la vera essenza dell’umanità e abbandonarci a quell’empatia che sempre più ci sfugge. «Questo progetto ha determinato, inoltre, la formazione di una vera e propria compagnia della Scuola Elementare del Teatro – continua il regista – Pinocchio pone la questione del rapporto con la genitorialità; l’ispirazione è connessa al momento in cui Pinocchio ritrova suo padre nella pancia della balena. Geppetto gli dice che tra un po’ la candela si spegnerà̀ e rimarranno al buio. Pinocchio risponde: “E dopo?” e Geppetto non riesce a trovare la risposta, la soluzione la troverà̀ proprio Pinocchio. Questo “dopo” è un po’ la domanda principale che si pone qualsiasi genitore di un ragazzo ‘straordinario’ come preferisco dire, nel senso di extra- ordinario, cioè fuori dall’ordinario. La risposta non spetta solo alla famiglia, ma anche alla società alla comunità, a chi si occupa di assistenza. Geppetto è un genitore che ha un figlio generato da un pezzo di legno e vuole a tutti i costi renderlo “normale”. Noi che lavoriamo con la diversità e la fragilità, sappiamo come il concetto di normalità sia molto malinteso e pericoloso. Sento l’esigenza, dopo anni, di fare un vero e proprio manifesto per e sulla disabilita. Spesso c’è tanta retorica, tanta carità̀ un po’ pelosa. Quello della disabilità è un mondo molto complesso e ricco, c’è una volontà di espressione da parte di questi ragazzi, di essere visti per quello che sono. A loro dico con forza che la “normalità” è il diritto ad avere momenti di felicità, di espressione, di condivisione».
Pinocchio.
Che cos’è una persona?
(premio speciale Ubu 2024 – premio ANCT associazione nazionale critici del teatro 2024 )
ideazione, drammaturgia, regia, scene e luci Davide Iodice
compagnia Scuola elementare del teatro
con Giorgio Albero, Gaetano Balzano, Danilo Blaquier, Federico Caccese, Stefano Cocifoglia, Giuseppe De Cesare, Simona De Cesare, Patrizia De Rosa, Gianluca De Stefano, Paola Delli Paoli, Chiara Alina Di Sarno, Ciro Esposito, Aliù Fofana, Cynthia Fiumanò, Marino Mazzei, Serena Mazzei, Giuseppina Oliva, Ariele Pone, Tommaso Renzuto Iodice, Giovanna Silvestri, Jurij Tognaccini, Renato Tognaccini
training e studi sul movimento Chiara Alborino e Lia Gusein-Zadé
equipe pedagogica e collaborazione al processo creativo Monica Palomby, Eleonora Ricciardi
tutor Danilo Blaquier, Veronica D’Elia, Mara Merullo
cura del processo laboratoriale Scuola Elementare del Teatro Aps
versi Giovanna Silvestri – realizzazione scene Ivan Gordiano Borrelli
cura dei costumi Daniela Salernitano con Federica Ferreri
si ringraziano Gabriele D’Elia, Natalia Di Vivo, Tonia Persico, Ilaria Scarano
foto Renato Esposito
produzione Interno 5 e Teatro di Napoli – Teatro Nazionale
partner Campania Teatro Festival, Forgat ODV, Teatro Trianon Vivianiorari spettacoli: da martedì a sabato ore 20; domenica ore 18
durata spettacolo: 1 ora
Martedì 17 febbraio ore 18.30 anteprima alla Sala Oceano del Teatro India l’anteprima del documentario di Rai Cultura che racconta il percorso artistico del drammaturgo e regista napoletano Davide Iodice e della sua compagnia – Scuola elementare del Teatro – che porta in scena un gruppo di attrici e attori con disabilità e neurodiversità è al centro dello Speciale Rai intitolato “Davide Iodice. Pinocchio e gli altri”. Nato la scorsa estate alla Biennale Teatro, dove il direttore artistico Willem Dafoe aveva fortemente voluto Iodice e la sua profonda riflessione sulla diversità con lo spettacolo Pinocchio, che cos’è una persona?, lo Speciale – prodotto da Rai Cultura in collaborazione con La Biennale di Venezia – viene presentato in anteprima martedì 17 febbraio a Roma, presso la Sala Oceano del Teatro India (ore 18.30). Interverranno: Fabrizio Zappi, direttore di Rai Cultura, Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Biennale di Venezia, Luca de Fusco, direttore del Teatro di Roma; Felice Cappa, autore dello Speciale, e Davide Iodice, regista e drammaturgo. Lo Speciale Rai – a cura di Giulia Morelli, produzione esecutiva Serena Semprini, programmista multimediale Matilde Pieraccini – verrà trasmesso 5 sabato 21 febbraio alle 22:50 circa e sarà poi replicato domenica 22 febbraio alle 17:25.
(10 febbraio 2026)
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