Finale di partita, uno dei testi più rappresentativi di Samuel Beckett e di tutto il teatro novecentesco, va in scena dal 20 al 25 gennaio al Teatro India in un’originale chiave di lettura offerta dal regista Gabriele Russo.
Hamm, Clov, i genitori rinchiusi dentro due bidoni della spazzatura, sono per il regista i membri di una famiglia dei nostri giorni, confinata in un asfittico bunker casalingo a causa della pandemia, interpretata da Michele Di Mauro, Alessio Piazza, Giuseppe Sartori, Anna Rita Vitolo. La “zona d’interesse” teatrale più a rischio – e ancora oggi centrale – è sempre la stessa: la famiglia. Da Sofocle al teatro contemporaneo, attraverso i secoli, resta il luogo della frattura, della lotta, del non detto e del soffocamento.
“Un teorico (mio alter ego: Elvis Flanella) scrisse un breve saggio intitolato LA FAMIGLIA: distruzioni per l’uso. Ecco, per affrontare un testo sacro come “Finale di partita” nel 2025, ripartirei proprio da lì – dichiara il regista Gabriele Russo – cercherei di allontanarmi dai confini teorici più consueti del testo – quelli legati alla filosofia dell’Assurdo e all’immaginario distopico o post-atomico, tipici delle letture del secolo scorso – per calarlo in una dimensione più concreta, più prossima a noi. Il cuore del dramma beckettiano resta lo stesso: una famiglia chiusa in un eterno gioco al massacro. Ma oggi, dopo il trauma collettivo della Pandemia, il senso di questa segregazione assume nuove sfumature. In quel periodo ci siamo trovati tutti, in un modo o nell’altro, di fronte alla precarietà dell’esistenza, all’incertezza del vivere e del convivere, alla fragilità dei legami interpersonali – e in modo ancora più devastante, di quelli familiari. La paura del futuro ha finito per erodere il presente, rendendolo uniforme, anestetizzato. La comunicazione mediatica ha scandito e regolato le nostre giornate, riducendo la casa a un bunker esistenziale. E quella che qualcuno ha chiamato “la peste del 2000” ha lasciato dietro di sé piccole e grandi distruzioni, fratture su cui, oggi, possiamo iniziare a riflettere. A distanza di qualche anno, forse possiamo provare a farne buon uso. La partita è sempre la stessa. Ma il finale non andrà cercato solo in processi filosofici o metafisici. Sarà il dolore a parlare. E, con lui, le fratture e i cataclismi sociali e politici che il post 2020 ci ha lasciato in eredità”.
L’assurdo si trasforma in una condizione quotidiana, vive in scena nella ripetizione dei gesti, nelle abitudini che ci tengono in vita, nella paura di cambiare posizione, di uscire, di restare soli. L’appartamento di Hamm e Clov è una casa reale, decadente, impoverita. Le finestre non si aprono più, i genitori vivono da anni nel bagno – non in un’astrazione scenica, ma in una vasca che odora di ruggine e di memoria. Tutto ciò che li circonda è vero, tangibile, ma anche fragile come una memoria che si sbriciola. Il riferimento al periodo della pandemia resta sottotraccia, non dichiarato. Non serve nominarlo, è intrappolato nel corpo degli attori, nei loro respiri trattenuti, nella distanza con cui si parlano. Finale di partita diventa così una radiografia del nostro tempo: una famiglia chiusa in una routine che si ripete, incapace di salvarsi e di smettere di provarci. Non un’allegoria filosofica, ma una storia d’amore e di sopravvivenza. Il dolore, la dipendenza, la paura, l’ironia si muovono dentro un presente che non passa mai. La partita è ancora la stessa, ma il finale non è più un concetto astratto. È la resa quotidiana che ciascuno di noi compie di fronte all’altro, nel tentativo – disperato e tenerissimo – di restare vivi.
Finale di partita
di Samuel Beckett
traduzione Carlo Fruttero
regia Gabriele Russo
con Michele Di Mauro, Alessio Piazza, Giuseppe Sartori, Anna Rita Vitolo
scene Roberto Crea
costumi Enzo Pirozzi
disegno luci Roberto Crea e Giuseppe Di Lorenzo
musiche e progetto sonoro Antonio Della Ragione
foto Flavia Tartaglia
produzione Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini, Teatro Biondo Palermo
orari spettacoli:
tutte le sere ore 20 | domenica ore 18
(13 gennaio 2026)
©gaiaitalia.com 2026 – diritti riservati, riproduzione vietata
