La Guardia di finanza di Roma ha eseguito oggi nove misure cautelari e restrizioni della libertà personale tra funzionari pubblici e amministratori del Comune di Fiumicino ed imprenditori. Tra questi l’ex assessore alla Cultura e l’assessore alle Attività produttive della giunta Baccini.
L’inchiesta, che segue i fatti di giugno, riguarda la presunta assegnazione privilegiata di pubbliche commesse mediante gare di appalto pilotate, in particolare nei settori delle politiche sociali, culturali e delle attività produttive. Emerge un quadro avvilente e di una gravità inaudita: il rapporto “incestuoso” tra alcuni operatori economici e determinati esponenti politici e dell’amministrazione comunale avrebbe inquinato la vita pubblica del territorio, soprattutto in quei settori in cui le persone chiedono servizi di qualità e una sana competizione sul mercato. Non saremmo di fronte ad episodi sporadici, ma ad un vero e proprio “sistema”, in cui malaffare e logiche pattizie – se confermati – avrebbero travalicato il necessario confine tra l’interesse pubblico e la legittima attività privata.
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Di fronte a questa situazione il sindaco Baccini, che detto neppure tanto per inciso è anche a capo dell’organismo nazionale sul Microcredito, deve valutare seriamente quali effetti abbia un tale coinvolgimento della sua giunta e trarre le dovute conclusioni.
Così in una nota Marta Bonafoni, consigliera regionale del Lazio e coordinatrice della segreteria nazionale del Partito Democratico.
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(2 settembre 2025)
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