di Vittorio Lussana
Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, nei giorni scorsi è giunto a Roma per cercare di parlare col Governo e con la presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni. La quale, in quel preciso giorno, era a Reggio Calabria, per un impegno istituzionale che ci risulta programmato da tempo. De Luca, allora, s’incavola: prima litiga con la Polizia davanti a Palazzo Chigi, poi va Montecitorio e, mentre sta riposando in Transatlantico, se ne esce con un insulto alla premier davanti a svariate persone.
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Non si è trattato di una conversazione privata: il parlamento italiano è un luogo istituzionale, dunque pubblico. In secondo luogo, c’erano dei testimoni, oltre a chi ha ripreso l’ingiuria con lo smartphone.
Forse è vero che, con una classe politica anchilosata attorno a visioni e idee stantìe, sia a destra, sia a sinistra, servano personaggi un poco fumantini o sopra le righe. Altrimenti, qui non si smuove mai niente. Tuttavia, l’insulto ci è apparso alquanto gratuito. Chiediamo, pertanto, al presidente Vincenzo De Luca, da gentiluomo quale è, di rivolgere le proprie scuse alla presidente del Consiglio.
Ci sembra il minimo. Anche per evitare di esacerbare, inutilmente, gli animi.
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(21 febbraio 2024)
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