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Aggressioni a Termini, gravissimo un funzionario del Mimit. Pestato anche un rider

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Due gravissimi aggressioni in pochi minuti nella zona della stazione Termini di Roma. La prima è avvenuta in via Giolitti intorno alle 22.15 quando un funzionario del ministero delle Imprese di 57 anni è stato pestato e si trova ora ricoverato in ospedale in prognosi riservata. Poco dopo, in via Manin un rider ha subito un assalto e un nuovo pestaggio. Secondo le prime indagini l’assalto è stato messo in atto da un gruppo di almeno otto persone.

Si tratta di immagini dalle quali emerge chiaramente come il pestaggio del 57enne sembri essere fine a sé stesso, senza scopo di rapina o altro. Ci sono alcuni fermati, scrive Repubblica: un 18enne egiziano con precedenti per rapina, ricettazione, porto di armi e oggetti atti a offendere, già colpito da provvedimento di espulsione a inizio di gennaio in quanto irregolare sul territorio nazionale, e un 20enne tunisino, con precedenti per rissa, porti di oggetti atti a offendere e stupefacenti (risalenti al 204 e 2025). Entrambi sono in stato di fermo di polizia giudiziaria con l’accusa di tentato omicidio.
Si cercano gli altri autori dell’agguato.

Per l’aggressione al rider invece sono stati fermati un 22enne tunisino, con precedenti per stupefacenti e minacce, regolare sul territorio nazionale e un 18enne, a sua volta tunisino, senza fissa dimora e irregolare sul territorio nazionale.

E Salvini ne approfitta per un voto in più

Con il solito intervento da social sui social Salvini si trasforma nuovamente in ministro dell’Interno (ma dovrebbe far funzionare i treni) e grida al lupo: “Sono tanti, sono troppi. Mani libere alle forze dell’ordine. Remigrazione, pugno di ferro e tolleranza zero”. Dimentica di scrivere che le leggi che pure tutti i governi di cui ha fatto parte hanno promulgato, non trovano applicazione per carenza di personale e mezzi più volte denunciata anche dai sindacati di Polizia. Domani sarà colpa dei giudici. La solita solfa.

Le denunce del sindacato di Polizia

Risalgono a un paio di settimane fa le ultime denunce dai principali sindacati di Polizia (SIULP, SAP, SIAP, FSP Polizia, COISP e SILP CGIL) in merito alla mobilitazione nazionale contro i tagli previsti per il 2026, espresse congiuntamente e che recitano:

“La sicurezza dei cittadini e la dignità degli operatori di Polizia sono state sacrificate sull’altare dei tagli lineari. La norma inserita nella Legge di Bilancio, che prevede il blocco parziale del turnover fissando le assunzioni al solo 75% dei pensionamenti, rappresenta un colpo mortale all’efficienza dell’intero sistema sicurezza.
Siamo di fronte a una scelta scellerata: in un momento in cui le minacce alla stabilità interna aumentano e la pressione operativa sulle Questure è ai massimi storici, si decide deliberatamente di svuotare le strade. Già oggi scontiamo una carenza organica che supera le 10.000 unità; con questa manovra, la perdita diventerà strutturale e irreversibile, rendendo impossibile garantire il controllo del territorio, la prevenzione e il soccorso pubblico.
Non mancano solo gli uomini, ma anche i mezzi e le risorse per la manutenzione ordinaria. Gli operatori sono costretti a turni estenuanti per sopperire alle mancanze, accumulando milioni di ore di straordinario che restano non pagate. Non accetteremo che si parli di ‘sicurezza come priorità’ mentre nei fatti si smantella l’apparato dello Stato. La nostra mobilitazione non si fermerà finché non verrà ripristinato il 100% del turnover e non verranno stanziati fondi reali per i mezzi e il contratto”.

 

(11 gennaio 2026)

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