Cinquant’anni dopo i delitti del Circeo la consigliera regionale Eleonora Mattia interviene sulla vicenda con un post su Facebook:
“Donatella Colasanti (17) e Rosaria Lopez (19) vengono attirate con l’inganno in una villa al Circeo da tre giovani ricchi, neofascisti, figli dell’impunità. Violentate. Torturate. Rosaria uccisa. Donatella sopravvissuta solo fingendosi morta. Fu uno dei casi più atroci della storia italiana. E fu anche un punto di svolta: grazie al coraggio di Donatella, il Paese fu costretto a guardare in faccia la realtà della violenza patriarcale e classista.
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Lo stupro smise di essere un “reato contro la morale” e diventò un reato contro la persona.
Per questo, nella scorsa legislatura, era nato il Premio Colasanti‑Lopez, per portare questa memoria nelle scuole, trasformare l’orrore in educazione. Un progetto fondamentale per costruire consapevolezza e prevenzione. Ma oggi, nel 50° anniversario del Delitto del Circeo, la Regione Lazio lo ha lasciato morire. Da 3 anni la Giunta Rocca blocca il premio, nonostante i fondi siano già in bilancio, per impulso del Partito Democratico.
Questa è una scelta politica. È una ferita aperta.
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Cancellare la memoria significa tradire le vittime. Significa lasciare che la violenza trovi di nuovo terreno fertile nel silenzio. Donatella e Rosaria non chiedono commemorazioni vuote. Chiedono giustizia, memoria viva, educazione vera. Pretendiamo che il Premio Colasanti-Lopez venga immediatamente ripristinato. La memoria non si tocca. L’educazione non si blocca.
(25 settembre 2025)
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