di Redazione Roma
Incontro ieri in Campidoglio tra l’assessore ai Servizi anagrafici ed elettorali, Giulio Bugarini, e i rappresentanti dei Comitati per i Referendum sul Lavoro e sulla Cittadinanza in merito alla questione del voto dei cittadini fuori sede alle prossime consultazioni referendarie.
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Il Decreto Legge n. 27 del 19 marzo scorso prevede infatti, per i referendum popolari dell’8 e 9 giugno prossimi, che i cittadini, i quali per motivi di studio, lavoro o cure si trovino da almeno 3 mesi in un Comune diverso da quello di residenza, non debbano obbligatoriamente tornare a votare in quest’ultimo, ma possano farlo in quello in cui si trovano temporaneamente.
Con l’incontro di ieri è stato aperto un tavolo di confronto, che resterà attivo in tutta la fase che precede la consultazione referendaria e tramite il quale verranno illustrate tutte le scelte che potranno essere messe in campo dall’Amministrazione per consentire ai cittadini fuori sede di votare a Roma.
“Ieri, insieme ai rappresentanti degli uffici di Roma Capitale competenti in materia elettorale, che ringrazio, ho incontrato i Comitati a sostegno dei quesiti referendari – ha dichiarato l’assessore Bugarini – con i quali abbiamo discusso delle nuove disposizioni previste dal DL 27. In attesa delle circolari applicative che disciplineranno nel dettaglio le modalità di iscrizione e votazione, ho voluto ricordare che Roma Capitale è già a lavoro per garantire l’opportunità di voto a tutti; abbiamo, ad esempio, già avviato un confronto con le Università pubbliche cittadine e stiamo predisponendoci a mettere in campo tutte le azioni necessarie per rendere possibile il voto di tutti i numerosi fuori sede che, per qualsivoglia motivo, si trovano nella nostra città.”
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La riunione si è conclusa con uno spirito di ampia collaborazione tra Amministrazione e Comitati promotori, con l’obiettivo comune di favorire la più ampia partecipazione possibile al voto e di dare una comunicazione capillare ed efficace alla cittadinanza.
(26 marzo 2025)
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