In scena agiscono tre sorelle che sembrano aver perso ogni contatto col padre, imprenditore di successo nel campo della ristorazione, uomo di grande potere e di immensa ricchezza, grazie ad un impero costruito attraverso una gestione poco etica delle risorse ambientali e alla bassa qualità delle materie prime. Una famiglia problematica e conflittuale, nella quale non si fa fatica a notare un’assenza taciuta ma reale, quella della madre. Tra questi inquieti personaggi fluttua una figura eterea, muta, leggera, che sembra in grado di riconnettere i ricordi e attraversare i confini del tempo e dello spazio.
L’originale, acida pièce di Hangar Duchamp indaga i mali delle relazioni familiari nelle quali l’autorità si manifesta attraverso il cibo, vissuto e imposto al di là della sua funzione nutrizionale. Cibo come strumento di controllo di massa, potente indicatore e amplificatore di differenze economiche e sociali. Il risultato di questa singolarità del nostro presente è che non mangiamo per appetito né per bisogno, ma per status, senza sentire il gusto: lo facciamo con gli alimenti, con le relazioni, con le informazioni, con la vita stessa.
Il Libro: una delle poche armi pacifiche in grado di opporsi ad armi omicide
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Quello di Hangar Duchamp è un teatro che nasce dal corpo e dall’azione, performativo e travolgente, dove la narrazione stessa è sfumata in nome della ricerca di un’espressione corporale prima che psicologica, evocativa prima che descrittiva. I testi, scritti ed elaborati da Marco Cecili durante le sessioni creative della compagnia, richiamano e reinterpretano il non-sense dadaista di inizio novecento, creando una perfetta base concettuale per la regia onirica e sempre fortemente fisica di Andrea Martella, amplificata dall’ambiente sonoro originale di Attila Mona, pensato e composto per lo spettacolo come un personaggio aggiuntivo, costante nella presenza e avvolgente nella struttura.
Presenti in scena due attrici di Hangar Lab, il nuovo laboratorio creativo under 30 della compagnia, curato e condotto dallo stesso Andrea Martella.
Lo spettacolo è in scena al Teatro Trastevere dal 29 novembre al 1 dicembre.
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(15 novembre 2024)
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