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Meloni annuncia un nuovo accordo sui migranti col Regno Unito di Sunak: non c’è due senza tre

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di Daniele Santi

Non essendo bastate le straordinarie esperienze con Tunisia e Albania e non potendo annunciare nulla che riguardi il nuovo regno d’Italia e d’Albania sulla pelle dei migranti, per evidenti ragioni, ma dovendo in qualche modo avere un nuovo annuncio per i fedelissimi di Atreju accorsi alla kermesse famigliare dove un padre di figli avuti con la fecondazione eterologa, proibita dalla Legge in Italia, si avventura sul palco senza per questo venire né arrestato né multato, nonostante sia colpevole [sic] di reato universale, la presidente Meloni butta lì un accordo con Sunak che prima di essere primo ministro inglese cui non danno credito nemmeno i giudici dell’Alta Corte inglese è figlio di migranti indù dall’Africa Orientale.

L’accordo parla vagamente di un “Progetto per rimpatri volontari di chi è bloccato in Tunisia”, ma non si capisce bene a cosa si riferisca se non a quella che è la “necessità di affrontare in modo sempre più strutturato l’immigrazione illegale verso l’Europa” come riferisce Il Fatto Quotidiano, che riferisce di una Meloni entusiasta del suo incontro con Sunak con il quale “ci siamo trovati sulle materie fondamentali di questo tempo come l’IA, migrazione e famiglia, che sta dando i suoi frutti”, ma non racconta di quali frutti parli. Quindi il primo ministro inglese figlio di migranti parla di “applicare il radicalismo di Thatcher per quanto riguarda l’immigrazione illegale” dimenticando di informare la Sorellanza di Atreju che il suo progetto di spedire i migranti in Ruanda non piace nemmeno ai suoi ed è stato bloccato dai Tribunali di Sua Maestà (nessuno ne parla più e non è mai stato applicato, un dettaglio…). Per dire. Ma lui ne è entusiasta e lo rivendica con orgoglio. Rock’n’roll. Ha poi ringraziato Meloni per la sua “leadership a livello globale e internazionale”: e noi poveri scemi che non ce ne siamo mai accorti.

Nulla è stato detto dell’accordo sui migranti che sfrucuglia in Tunisia direttamente dal neocostituito, ad uso mediatico, asse Roma-Londra e che dovrebbe avere a che fare, a naso, sul comune desiderio noto come migranti nascondimenti così che nessuno rompa i coglioni. Né i migranti né chi ha a cuore le loro sorti.

 

(16 dicembre 2023)

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