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Enrico Montesano e il fantasma di Leo Longanesi #pensieriniromani

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di Vittorio Lussana

In merito alla vicenda relativa alla maglietta indossata da Enrico Montesano durante le prove di Ballando con le stelle, accogliamo con favore le idee di Marcello Veneziani, che ci ha opportunamente ricordato le nobili origini della X Mas e le sue gloriose imprese durante la prima guerra mondiale. In particolare, la beffa di Buccari e la matrice dannunziana del motto Memento audere semper (letteralmente: ricordati di essere audace sempre, ndr). Tuttavia, la Storia si presenta spesso con due facce. E il modo in cui quella formazione militare venne utilizzata dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, purtroppo ha macchiato per sempre l’eroica reputazione della Decima. Solo chi non riconosce il valore storico della Resistenza – perché non l’ha fatta o perché ideologicamente non ne vuole sapere – evita di ricordare come quel corpo speciale, schierato da Mussolini al fianco delle truppe di occupazione nazista nell’Italia centro-settentrionale, si rese complice di rastrellamenti, fucilazioni sommarie, torture, furti e saccheggi.

Fu una bruttissima pagina di vera e propria guerra civile, che ha marchiato per sempre l’immagine della Flottiglia, rendendola un gruppo di manutengoli dei nazisti, nonché favorendo – anziché contenere – le azioni più efferate e vigliacche delle truppe tedesche di occupazione. Le quali, nella loro lenta ritirata verso nord, commisero atti sempre più vendicativi e insensati, soprattutto nei confronti delle popolazioni inermi. Ebbene, i comportamenti degli uomini di Junio Valerio Borghese furono ancora peggiori, se possibile: sentendosi sostenuti da un esercito poderoso, spesso e volentieri approfittarono del loro ruolo di fiancheggiamento per regolamenti di conti e vendette personali che poco c’entravano con il conflitto bellico in corso. Oppure, per saccheggiare case, stalle e casolari dei contadini che incontravano durante la lunga ritirata nazista.

Quella dell’esercito tedesco fu una rotta all’indietro che si poteva sbaragliare facilmente, a un certo punto. Ma la complessa fase preparatoria dello sbarco in Normandia e l’apertura di un nuovo fronte in Francia finì col ritardare la nostra liberazione, proprio nei giorni in cui le truppe alleate stavano avanzando verso Roma lungo la via Casilina, dato che sul fronte di Anzio, gli anglo-americani non erano riusciti a sfondare il caposaldo di Campo di Carne. Illuminanti, intorno a tali fatti, le ricostruzioni di Roger Waters, per molti anni leader dei Pink Floyd, che perse il padre proprio tra le campagne delle Falasche in seguito a una controffensiva tedesca che ricacciò indietro le truppe alleate, pur mantenendo, grazie al sacrificio di alcuni uomini, la testa di ponte creata dopo lo sbarco sulle spiagge di Anzio e Nettuno, avvenuto a gennaio del 1944.

Con la liberazione di Roma, portata a compimento il 4 giugno 1944, il grosso delle truppe americane venne tuttavia spostato sul nuovo fronte apertosi in Francia dopo il D-Day. Ecco perché molte località dell’Italia del nord, soprattutto le città che s’incontrano lungo la via Emilia, si videro liberate soprattutto da forze polacche, indiane o, addirittura, brasiliane. Ed ecco perché gran parte del nord d’Italia dovette ricorrere alla lotta partigiana, al fine di ricacciare all’indietro le truppe tedesche di occupazione. Questo fu, in estrema sintesi, il contesto storico in cui alcune brigate fasciste, tra cui la X Mas, diedero il peggio di sé, impegnandosi in operazioni di rastrellamento inutilmente feroci, nell’orrida convinzione di poter emulare lo spirito bellicista e la fredda crudeltà delle truppe naziste.

Tornando a Enrico Montesano, inutile sottolineare ciò che avevamo avvertito tra i primi: l’attore romano sta chiudendo decisamente male il proprio finale di carriera, rischiando di rovinarla. Politicamente, da sempre egli fiuta il vento della situazione al fine di mettersi in evidenza con provocazioni e atteggiamenti da bastian contrario, tradendo una visione piccolo borghese e un po’ opportunista della propria partecipazione alla vita democratica del Paese. I veri bastian contrari della nostra Storia furono tali per cicli molto più lunghi. Lo stesso Leo Longanesi era solito affermare: “Dovrebbe tornare il fascismo: soltanto sotto una dittatura riesco a credere nella democrazia”.

Lungo tutto il ventennio ruggente, Longanesi si era divertito a creare fronde e a provocare il regime mussoliniano, al fine di dimostrarne le boriose inadeguatezze. Con l’avvento della democrazia, egli si trasformò in un fiero nemico delle due chiese, quella cattolica e quella comunista, che soffocavano nel moralismo ogni naturale istinto di libertà. Ma Longanesi era indubbiamente un genio e un profondo conoscitore della cultura italiana. Enrico Montesano, al contrario, al di là di qualche lettura, incrociata grazie al nutrimento culturale che il mondo del teatro italiano non ha mai negato a nessuno, di certo non va. Pur con la tessera del Psi in tasca.

Non basta saper cogliere anche il più piccolo pretesto: certe battaglie costano molto di più, in termini di sacrificio. Sia politico, sia professionale. Anche quando ci si schiera dalla parte sbagliata

 

 

(15 novembre 2022)

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