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Roma a “ferro e fuoco” #pensieriniromani

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di Vittorio Lussana

Roma sta bruciando. In queste giornate torride, i Vigili del fuoco e la Protezione civile sono infatti dovuti intervenire più volte, al fine di contenere i vari incendi che si sono accesi in molte aree della capitale, costringendo gli abitanti di alcuni quartieri, in alcuni casi, all’evacuazione.

Il fatto più grave è quello di via della Pineta Sacchetti. Un violento incendio è scoppiato nel parco del Pineto, con le fiamme che si sono mangiate interi ettari di verde, raggiungendo il centro sportivo del Vis Aurelia, assai caro ai ricordi giovanili del sottoscritto. C’è da dire che sul posto si sono presentati, quasi immediatamente, i mezzi della Protezione civile, con due autobotti e 4 elicotteri in volo. Era già esploso un incendio da queste parti nell’estate del 2015, anche se eravamo già in estate inoltrata e non in questa fase dell’anno, in cui molte attività sono ancora in pieno svolgimento, a cominciare dai tornei di padel, che vanno molto di moda, a Roma, ultimamente.

Anche la linea ferroviaria Roma-Viterbo è stata chiusa, in via precauzionale, tra Valle Aurelia e Vigna Clara. Ed è stato necessario evacuare un istituto di suore di via Albergotti, poiché le fiamme si erano pericolosamente avvicinate a bomboloni del gas, fortunatamente messi in sicurezza. Un secondo incendio, alquanto vicino ma separato dalla zona nord, è esploso tra via Cornelia e il quartiere di Montespaccato, che invece si trovano nella zona ovest, a poche decine di chilometri dalla costa. In via Montpellier, in particolare, le fiamme hanno raggiunto alcune auto parcheggiate, mentre in via Nazareth sono state evacuate alcune abitazioni. Per sicurezza, anche in zona Proba Petronia, all’incrocio con via Papiniano, dove il parco del Pineto raggiunge il quartiere della Balduina, alcune abitazioni sono state evacuate per motivi precauzionali.

A Roma sud, le cose non sono andate meglio: un incendio piuttosto ostinato si è infatti acceso nei pressi della clinica Santa Lucia, lungo la via Ardeatina, per poi propagarsi lungo la fascia dell’antico agro romano raggiungendo la via Pontina fin quasi alla zona di Pomezia, sfiorando i quartieri di Tor de’ Cenci e Villaggio Azzurro. Lungo la via Appia, invece, son dovuti intervenire i Vigili del fuoco di Marino, al fine di salvare un agriturismo situato dalle parti di Ariccia.

Spenti gli incendi, i romani hanno dovuto subire anche una pioggia di cenere che ha cominciato a ricadere dalle nuvole di fumo portate in giro dai venti di scirocco, che in questi giorni stanno opprimendo la capitale in una morsa di umidità pazzesca, che rende la pelle appiccicosa. Altri incendi sono poi esplosi nelle campagne attorno all’autostrada Roma-Fiumicino, alcuni dei quali sono riusciti a unificarsi tra loro e a risalire, da un lato, fino a Tormarancia, fino a via dell’Acquafredda dall’altro. In buona sostanza, una giornata quasi bellica, in cui ho assistito al ripetuto passaggio di elicotteri a poche decine di metri dalla terrazza di casa mia, nel tentativo di rompere un assedio che, a un certo punto, sembrava circondare l’intera capitale, formando un anello di fuoco e diverse colonne di fumo.

Attenzione alle critiche: il patrimonio verde della città eterna, composto da tenute, ville e parchi estesissimi, che ben connotano pienamente l’aspetto complessivo della città, alla fine è stato ben difeso dalle forze in campo: probabilmente, qualche brutta giornata del recente passato è divenuto un caposaldo organizzativo e d’esperienza assai prezioso. Su questo fronte, bisogna dire che la metropoli capitolina ha dato, in questi giorni, una buona prova di efficienza e attenzione: nulla di paragonabile alle difficoltà delle nevicate invernali, che da queste parti son sempre un dramma.

Questa volta, la prova sostenuta dai Vigli del fuoco e dalla Protezione civile è stata efficace, pur con qualche disagio da parte della cittadinanza, riunitasi per le strade in gruppi e gruppetti di persone. L’allarme ha funzionato abbastanza celermente e già nella serata del 4 luglio scorso, tutto è rientrato nella normalità. Quel che non è normale è la calura di questi primi giorni di luglio, con temperature regolarmente al di sopra dei 38 gradi centigradi e nottate con 24 gradi di minima: nessun dorma, praticamente. Si spera nell’arrivo di un poco di aria fresca, perché questi 5 giorni di Caronte, l’anticiclone africano che ha chiuso in una bolla di calore l’intera Italia centro-meridionale, sono stati decisamente difficili. Soprattutto per Roma e per il suo patrimonio verde, letteralmente devastato dalle fiamme.

Roma ha sempre avuto il problema degli incendi, sin dai tempi di Nerone: il dato, dunque, è anche storico. Ciò non toglie che il caldo di questi giorni sia stato anomalo. Di certo, non paragonabile a quello dell’antica Roma. E lo scioglimento di ghiacciai millenari sulle Alpi, climaticamente lo conferma.

 

(5 luglio 2022)

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