Caronte, il tiranno dell’estate #pensieriniromani

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di Vittorio Lussana

Arriva Caronte. Si tratta di un promontorio anticiclonico africano, che sta per insinuarsi sull’intera Europa. Ma mentre nel centro-nord del Paese il suo effetto è mitigato da qualche temporale, a Roma impone i suoi 40 gradi all’ombra e un caldo umido carico di scirocco. E’ un po’ come se qualcuno ti seguisse perennemente con un asciugacapelli sempre acceso, fino a farti impazzire.

Innanzitutto, bisogna segnalare che, da un decennio a questa parte, le stagioni estive non sono più caratterizzate da aree di alta pressione provenienti dalle Azzorre, come capitava in passato. Oggi, sistematicamente, è l’anticiclone africano quello che staziona a lungo sull’Europa meridionale. Il fenomeno si verificava anche in passato, ma solo per un breve periodo: di solito, nella prima settimana di agosto. Era l’anticiclone atlantico quello che, invece, s’imponeva per lunghi mesi. E solamente nel cuore dell’estate si faceva vivo il caldo africano.

Dai primi anni duemila a questa parte, le cose non stanno più così. A dimostrazione che qualcosa è cambiato veramente, sotto il profilo climatico. Non apparteniamo più alla fascia temperata del Mediterraneo, bensì stiamo subendo, estate dopo estate, una tropicalizzazione evidente, con vere e proprie bolle di calore che stazionano sull’Italia per molti giorni. Nel 2011, tanto per fare un esempio, vi furono ben 7 anticicloni africani che impedirono, per l’intera stagione estiva, l’entrata di aria più temperata, proveniente dall’Atlantico. Per non parlare dell’estate del 2015, che a Roma si protrasse sino al 15 dicembre: possiamo garantire che si tratta di fenomeni impressionanti, strani e preoccupanti.

Caronte, in particolare, è un anticiclone africano così chiamato perché trasporta un tasso di umidità infernale, che produce sudore anche semplicemente stando fermi. Non serve far qualcosa di impegnativo, come per esempio una passeggiata o un po’ di jogging, per farsi una sana sudata. Al contrario, si esce dalla doccia, ci si veste in fretta e furia, ma già il tragitto verso la soglia di casa imporrebbe una seconda rinfrescata. In più, la siccità di quest’anno rende la situazione ancor più preoccupante del solito. E già sono cominciati i razionamenti dell’acqua corrente in alcuni quartieri della periferia sud-est della capitale, che poi è la parte più popolosa di Roma: quella che si estende da San Giovanni verso il Tuscolano, per risalire alle zone orientali, tra l’Appia e Tor Bella Monaca.

Tutti sudati e senz’acqua. Per la serie: come morisse de pizzichi, si dice a Roma. Una frase dialettale che fa riferimento alle zanzare notturne, anch’esse seriamente impegnate a impedirti qualche ora di sonno. Si dorme a sprazzi, durante il regno di Caronte. Il quale, pur chiamandosi in tal modo, resta fermo lì, fisso e immobile, per lunghissime giornate, fin quando non sei evaporato come un ghiacciolo.

Questo il quadro climatico romano. Alquanto preoccupante, lo ribadiamo. E per ogni estate che si succede, le cose vanno sempre peggio. Questa volta, il clima torrido è arrivato addirittura prima del tempo, già a metà maggio. Eppure c’è, come al solito, chi nega ogni cosa. E’ tutto normale, non c’è la notizia. Perché Roma è anche una capitale religiosa, per cui tutto diviene dogma, tradizione fissa e immodificabile. E il tempo, ovviamente, non esiste. Neanche in senso meteorologico.

 

(21 giugno 2022)

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