di Giovanna Di Rosa
Mancava l’aforisma di Taverna al variegato mondo di movimenti immobili all’interno del M5S in campagna elettorale né più né meno di Salvini, e non gli si può dar torto, che colpita dalla smemoratezza alla Conte dimentica a sua volta che non si contesta un provvedimento dopo averlo votato.
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In una dichiarazione alla Pravda a 5 Stelle di Travaglio, Paola Taverna ha dichiarato: “Non siamo contenti di stare in un governo con partiti con cui condividiamo molto poco. Ma grazie a noi non è passata l’idea di spendere 14 miliardi in armamenti”, parlando rigorosamente al plurale.
E dev’essere perché non si sentono “contenti di stare in un governo con partiti” con cui condividono molto poco, che di quei governi ne hanno fatti tre: e con gli stessi partiti con cui stanno al governo adesso. La magnanima Taverna aggiunge poi: “Comprendiamo la difficoltà del momento. Non rimaniamo dentro il governo a tutti i costi, come non cerchiamo a ogni costo di uscirne”.
Che è come rilasciare dichiarazioni che non dicono niente convinti di dire qualcosa. Del resto chi vuole lasciare un governo adesso quando nel 2023 nessuno dei 5Stelle che stanno in Parlamento oggi è più certo di tornarci?
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(29 maggio 2022)
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