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E mentre Salvini perdeva la faccia il M5S perdeva le Commissioni e Italia Viva trionfava con la presidenza della Commissione Finanze

di Giovanna Di Rosa #Politica twitter@GaiaitaliaRoma #M5S

 

Così mentre Salvini perdeva la  partita che gli permetterà di assumere il ruolo di vittima sacrificale per i prossimi mesi, che è anche il suo ruolo preferito tra tutti quelli che lo Zelig malriuscito della politica italiana contemporanea riesce a rivestire, anche il M5S riusciva nella non facile impresa di perdere la presidenza delle Commissioni alle quali aspirava. Le commissioni Giustizia e Agricoltura sono infatti rimaste in mano alla Lega che ha sacrificato il segretario per tenersele. Devono scottare…

Non si è fatto giocare soltanto il M5S, ; le cose non sono andate bene nemmeno per LeU che doveva portarsi a casa la Commissione Agricoltura, alla cui presidenza doveva andare Grasso.

Si ha la sensazione che Vito Crimi abbia i giorni contati e che Matteo Renzi stia preparandosi al redde rationem con il PD. Le Commissioni elette da una maggioranza parlamentare rimangono in carica per due anni anche se il governo che le ha elette cambia e cambia la maggioranza in parlamento. Che dalla caduta del governo dove il Tribuno della Open Arms faceva il bello e il cattivo tempo, il M5S non sia riuscito a preparare le successioni e a portarle a casa, dà l’idea della scaltrezza di Vito Crimi e del suo partito di scappati di casa.

Ora, con le elezioni a settembre, toccherà vedere cosa succederà nella urne perchè non soltanto potrebbero saltare numerose inutili teste [cit], quelle di Vito Crimi e Luigi Di Maio prima della altre, ma si potrebbe assistere ad un rimpasto di Governo dalle forme inaspettate.

Nel frattempo godiamoci le coltellate nel gruppo grillino che doveva avere quattordici commissioni, ma ne ha perse due, mentre le 9 previste per il PD al PD sono andate e Italia Viva si è portata a casa le sue quattro, tra le quali quella più importante: quella Commissione Finanze dentro la quale si giocherà una partita da 120 miliardi in infrastrutture.

Il partito di Matteo Renzi ha già depositato il piano in Senato e toccherà a Marattin farlo approvare.

 

(30 luglio 2020)

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