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L’ufficio di collocamento a 5 Stelle piazza l’ex-capo della segreteria tecnica di Toninelli all’ANAS

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di Redazione #M5S twitter@gaiaitaliacom #Onestà

 

Duecentocinquantamila euro all’anno. Bisogna pur mangiare. Nella direzione della compassione per le famiglie bisognose, deve andare l’ultima nomina targata 5Stelle che è contenuta – scrive Repubblica – nella “disposizione organizzativa 12/AD e porta la data di lunedì 4 maggio: giorno uno della ripartenza. A firmarla è l’ad di Anas Massimo Simonini, catapultato un anno e mezzo fa alla cloche del gestore stradale dall’allora ministro dei Trasporti Danilo Toninelli. La poltrona assegnata è una delle più ambite e meglio remunerate della società”.

La notizia l’ha data il giornale di Molinari nella serata dell’8 maggio scorso – apprezzabilissima la svolta antigrillina – e parla di una delle poltrone più ambite e meglio remunerate dell’Anas assegnata all’ingegner Massimiliano Gattoni, pesarese,  da Pesaro, ex capo della segretria tecnica del l’ex ministro Toninelli rimesso (quasi) a nuovo dall’arrivo di Vito Crimi alla direzione politica [sic] del M5S che somiglia sempre più ad un ufficio di collocamento, piuttosto che a un movimento politico con un progetto che non sia quello di ridurre l’Italia sul lastrico.

La nomina che porta alla poltrona che porta a 250mila euro all’anno e porta, guarda un po’, la data di lunedì 4 maggio, è l’ad di Anas Massimo Simonini, anch’egli “catapultato un anno e mezzo fa alla cloche del gestore stradale dall’allora ministro dei Trasporti Danilo Toninelli”, come sottolinea ancora Repubblica che ha quindi provveduto alla nomina di Gattoni, che avrà pure le sue brave competenze, alla direzione dell’Information and Communication Technologies.

E’ purtroppo l’ennesimo esempio che il prtito della coerenza e dell’onestà si è trasformato in un poltronificio addirittura peggiore dei partiti che l’hanno preceduto nell’agone politico, a riproa che al peggio non c’è mai fine e che più puntano il dito contro gli altri meno chiari sono i loro disegni. Anzi, più i loro disegni sono chiarissimi. Peccato che gli italiani, quelli del “ne usciremo migliori” a parte gridare e non vedere più in là del loro naso, non sappiano fare.

 

(10 maggio 2020)

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