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Virginia Raggi ora ci racconta che con i 5 Stelle non parla più. Saranno felici come angioletti

di G.G. #Roma twitter@GaiaitaliaRoma #Politica

 

Racconta il megafono della politica pentaleghista nelle buone mani di Cairo, il sempre troppo celebrato Corriere, che Virginia Raggi sarebbe in disgrazia (ma dai?!?) anche con i suoi, che sarebbero poi quelli del M5S che insieme a lei hanno devastato Roma, ma sì sa che quando la nave affonda i topi scappano.

Chi è rimasto l’unico a difendere la Sindaca già del pannolino lavabile e dei Sesterzi? Naturalmente il buon Alessandro Di Battista che pur di guadagnarsi un po’ di visibilità e un po’ di riflettori potrebbe anche baciare Platinette.

L’hanno “abbandonata tutti!” grida il prode condottiero “Il Movimento la deve difendere”. Ma pare che il Movimento se ne fotta. Di Virginia Raggi e pure di Di Battista perché il M5S – anche a Roma – è ormai alla canna del gas.

Secondo il Corriere la Sindaca della Città Imputridita avrebbe dichiarato sdegnata “Io con i 5 Stelle non ci parlo più” , come se i 5Stelle fossero altro da lei, la Sindaca che ha collezionato più fallimento di tutti i sindaci della Capitale che l’hanno preceduta, che non si sono fatti mancare nulla nemmeno loro…  A seguito della dichiarazione sbottata da Raggi non si sono avute notizie di crisi isteriche o ricoveri – e dire che ce ne sarebbe bisogno – di coloro che erano arrivati a Roma per cambiare tutto e ci sono riusciti, riducendo la capitale allo sfacelo di uno sfacelo che parte da lontano.

Non che sia tutta colpa della Sindaca, è colpa anche nostra che l’abbiamo sempre detestata e l’abbiamo sempre criticata aspramente. Alla fine lei cosa ha fatto: nulla. Assolutamente nulla. E’ salita sul balcone a piangere alcune volte. Ha fatto qualche dichiarazioni a favore dei Rom. Se ne è fregata altamente dell’occupazione di Casapound. Non è riuscita a govenrare né Atac né Ama. Si è presa alcuni avvisi di garanzia. Un’assoluzione, ma ci sono altri due gradi di giudizio. Ha riempito la testa dei romani di imbecillità durante la campagna elettorale e le strade dei romani di spazzatura dopo la campagna elettorale. ha insinuato che i frigoriferi si muovessero da soli o qualcosa di simile ed è riuscita in una sceneggiata straordinaria, come quella di andare in ben due (due, signora mia!) siti sbagliati ad accusare Zingaretti, come se ci fosse bisogno di accusare Zingaretti.

Ora c’è solo da sperare che lei, e tutti quanti i suoi, dall’Alpi alle Piramidi, sprofondino nell’abisso dell’anonimato e del dimenticatoio più oscuro così che non facciano più danni di quanti ne abbiano già fatti. E che liberino Roma e l’Italia della loro infestante presenza.

 

 


 

(8 luglio 2019)

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