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E così Ignazio Marino era innocente: e adesso ci spieghino lor signori del PD (e Renzi batta un colpo)

di Giovanna Di Rosa #Roma twitter@GaiaitaliaRoma #IgnazioMarino

 

Il fatto non sussiste. La Cassazione assolve così definitivamente l’ex Sindaco della Capitale Ignazio Marino, che era anche il Sindaco di Roma che nessuno voleva e che vinse primarie su primarie fino alla poltrona di Sindaco con un numero di voti superiore alla coalizione che lo sosteneva.

Ora sarebbe bello che tutti coloro che lo fecero cadere, una delle operazione più disgustose che mi sia capitato di commentare, si inginocchiassero di fronte a lui e chiedessero scusa. Matteo Renzi per primo. Naturalmente non ci aspettiamo che lo facciano. Né che lo faccia Matteo Renzi; certo è che dati i mala tempora si potrebbe anche avere un impazzimento generalizzato con scuse al seguito. Come dicevamo, non c’aspettiamo tanto.

Nemmeno Marino si aspetta nulla. Lo conferma un suo tweet che pubblichiamo di seguito e che va letto per quel che non dice, più che per quel che scrive.

 

 

Marino era stato assolto in primo grado e condannato in appello, con l’accusa di peculato e falso per la conosciuta vicenda degli scontrini delle cene di rappresentanza quando era sindaco della Capitale.

Tra i primi a commentare l’assoluzione Paolo Ferrara, capogruppo M5S in Campidoglio, che lo fa da par suo, con la solita prosopopea: “Marino fu attaccato e criticato non per le questioni della Panda o degli scontrini, ma per la sua incapacità di amministrare Roma. Marino aveva fallito ed eravamo tutti d’accordo che doveva andare a casa, da Renzi in poi”; dunque dal capogruppo della compagine politica che ha portato Roma ad essere la cloaca a cielo aperto che è, dove non funziona più nulla, dove le metro in centro sono chiuse, dove si incendiano gli autobus, dove comanda Casapound ch fa ciò che vuole col patrimonio pubblico, arriva la dichiarazione che Marino aveva fallito (anche se il vero attacco di Ferrara è diretto a Renzi).

E dal segretario normalizzatore del PD Nicola Zingaretti quello che ha già fallito prima di iniziare, cosa riuscita solo a D’Alema prima di lui, arrivano due parole di circostanza atte – forse – a dare il la alle scuse a Marino: “Sono davvero contento per l’assoluzione di Ignazio Marino. Il tempo è galantuomo e con questa sentenza definitiva della Cassazione, si chiude la sua vicenda giudiziaria riconoscendo la giusta correttezza della sua azione di governo. Lo abbraccio”.

Lo abbraccia. Pensate un po’.

Si chiude una pagina, una delle tante, vergognosa della politica recente della capitale e del maggior partito della sinistra. Si chiude lasciando strascichi e ferite. Così non ci non resta che prenderci la libertà di un consiglio a Ignazio Marino. Si ricandidi alla poltrona di Sindaco di Roma. La lista gliela suggeriamo in privato. Se vuole…

 





 

(10 aprile 2019)

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