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Economia: secondo le stime Svimez il Lazio cresce più delle altre regioni
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E’ ispirato a Giovane Criminale di Jean Genet, il monologo con cui Salvatore Sasà Striano, si rivolge direttamente agli spettatori, provocandoli e sollecitandoli ad una reazione ma soprattutto, alla comprensione della realtà criminale e carceraria. Un invito ad aprire gli occhi su verità spesso rimosse o tenute distanti, oppure semplicemente ignorate. Sono quelle verità che Sasà racconta agli spettatori, a ruotare costantemente intorno alla vita di un giovane criminale, che nasce e cresce miezz’a vie, proprio com’è accaduto a se stesso. Sasà infatti, attinge alla sua vita passata, un andirivieni tra riformatori, carceri e guai continui, così come l’aveva già raccontata nel suo libro Teste Matte, scritto insieme a Guido Lombardi.
“Questa sera io non sarò l’attore e voi non sarete gli spettatori.
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Facciamo una prova! Io sarò il detenuto, il delinquente, il criminale, e voi, voi sarete gli avvocati, i giudici, i politici, i giornalisti.
Vediamo se funziona! E giudicatemi solo alla fine!”.
Le sue parole vogliono minare le certezze del pubblico, che sa essere talvolta ascoltatore, talvolta giudice severo. E così come da solo ha iniziato, da solo Sasà finirà il suo racconto. Come Genet, Striano indicherà la via d’uscita che egli ha imboccato. Quella strada illuminata dalla capacità salvifica dell’arte, della poesia, della letteratura e soprattutto, del teatro.
Genet/Sasà
dall’8 al 13 gennaio 2019
Off/Off Theatre
Roma
(2 gennaio 2018)
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