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Il MAXXI porta l’arte italiana in India

di Redazione #Arte twitter@gaiaitaliacomlo #India

 

 

Dalle visioni metafisiche di Luigi Ghirri alle spiagge affollate di Massimo Vitali, dai paesaggi saturi di colore di Franco Fontana al racconto doloroso di una terra abbandonata di Letizia Battaglia, dalle eleganti ed essenziali visioni architettoniche di Gabriele Basilico alle montagne di Walter Niedermayr tutto questo e molto altro è EXTRAORDINARY VISIONS. ITALY, un ritratto dell’Italia composto dagli sguardi di tanti maestri della fotografia italiana, la mostra targata MAXXI a cura di Margherita Guccione e Simona Antonacci, realizzata dal 30 ottobre 2018, all’Istituto Italiano di Cultura di New Delhi in occasione delle celebrazioni del 70° anniversario delle Relazioni diplomatiche tra Italia e India e della 24° edizione del Technology Summit di cui l’Italia quest’anno è Paese ospite.

La mostra, promossa dal Ministero dello Sviluppo Economico e con il fondamentale apporto di SACE SIMEST (Gruppo Cassa depositi e prestiti), con i suoi 20 autori di rilievo internazionale e le oltre 100 fotografie esposte, è una riedizione della precedente esposizione Extraordinary Visions. L’Italia ci guarda, presentata al MAXXI nel giugno 2016, e rappresenta una felice tappa di quella diplomazia dell’arte e della cultura alla quale il MAXXI destina da sempre un’attenzione preferenziale.

Le opere esposte, tutte provenienti dalla collezione permanente del MAXXI, raccontano le trasformazioni culturali di cui l’Italia è stata protagonista nei decenni più recenti. Tra i fotografi coinvolti, molti i rappresentanti della scuola italiana di paesaggio, ai quali vengono accostati rappresentanti di generazioni successive e diverso orientamento, con lavori che vanno dal reportage sociale alle sperimentazioni artistiche e concettuali. Si è scelto però di aprire la mostra non con una immagine fotografica, ma con un capolavoro dell’artista Alighiero Boetti, Mappa, un arazzo realizzato nel 1971 che rappresenta un planisfero in cui ogni territorio è contrassegnato dai colori della bandiera nazionale. Un’opera che offre una riflessione geopolitica sulle trasformazioni del mondo contemporaneo e sulla forza dell’Arte, capace di mettere in dialogo luoghi e comunità distanti tra loro.

EXTRAORDINARY VISIONS. ITALY non è una storia illustrata dell’Italia, né un racconto cronologico e descrittivo, ma una riflessione sull’aspetto e la sostanza dell’Italia contemporanea, che cerca di coglierne la dimensione più attuale, lontana da una idea stereotipa di Belpaese.

La mostra propone un viaggio attraverso tre percorsi tematici: PAESAGGI CONTEMPORANEI; RES PUBLICA, CITTÀ, LAVORO e ARTE E CULTURA, ognuno concepito come un discorso visivo a sé stante, come una “inquadratura” che propone punti di vista incrociati o divergenti.

La sezione dedicata al paesaggio italiano, celebrato dal Grand Tour fin dal Seicento, racconta il rapporto tra l’immagine sublime costruita nei secoli da stratificazioni di segni e valori, su cui si è posato lo sguardo di  generazioni di fotografi che hanno rinnovato le poetiche di narrazione dello spazio fisico.

Il paesaggio contemporaneo  postmoderno viene rappresentato tra gli altri da lavori di maestri come Luigi Ghirri con le sue immagini stranianti e metafisiche, o Franco Fontana i cui paesaggi sono geometrie armoniche e sature di colore, o ancora le immagini di Letizia Battaglia, gridi di denuncia di un territorio ferito dall’incuria. Accanto a loro esempi di autori più giovani come Silvia Camporesi con i suoi interni storici in rovina o le spiagge affollate di Massimo Vitali e le montagne sublimi di Walter Niedermayr.

Nella parte dedicata allo spazio pubblico sono protagonisti i luoghi delle istituzioni dello Stato e della comunità dei cittadini, come negli scatti dello spagnolo Jordi Bernadò che indaga luoghi iconici del potere religioso, politico e culturale, o di Olivo Barbieri che restituisce l’immagine inquietante e attraente del processo di progressivo inurbamento della Costiera Adriatica, o ancora quelli di Gianni Berengo Gardin che documenta il rapporto tra infrastrutture e lavoro dell’uomo, offrendo un’immagine di città come fucina di energie.

L’ultima parte della mostra è dedicata all’arte, all’architettura, alla cultura, che hanno dato forma al Paese, delineando l’immagine che l’Italia ha offerto di se stessa al mondo.

Qui si passa, tra gli altri, davanti ai ritratti degli artisti di Ugo Mulas alla Biennale di Venezia del 1966, alle riprese architettoniche rigorose e meditate di Gabriele Basilico, alle visioni aeree dello stesso MAXXI realizzate dal fotografo olandese Iwan Baan, capaci di restituire il rapporto dell’edificio con il quartiere e il suo rimando formale al fluire del fiume Tevere.

EXTRAORDINARY VISIONS. ITALY compone un “atlante” poetico e allo stesso tempo documentario, sociale e istituzionale, dell’Italia degli ultimi trent’anni.

Tra paesaggi sublimi e ordinari, architetture d’eccellenza e quotidiane, il mondo dell’Arte e delle istituzioni, la mostra disegna un ritratto composto da comportamenti, costumi, identità, memorie affascinanti e a volte contraddittorie, che hanno inciso profondamente e continuano a farlo, sul corpo fisico delle città e dei paesaggi italiani.

 




 

 

(30 ottobre 2018)

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