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Paola Muraro pronta a candidarsi a Roma contro il M5S

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foto: ANSA

di G.G.

 

 

 

 

Eccola la notizia straordinaria che quasi farebbe venir voglia di schierarsi a favore della Sindaca delle Funivie, testimone della difesa nel processo a Marra: Paola Muraro, già assessora di (s)fiducia nella giunta inconcludente di Virginia La Magnifica, avrebbe deciso di candidarsi a Roma contro il M5S, che è come dire che un morto si candida contro uno zombie.

Paola Muraro ha infatti affermato in una intervista a Il Foglio, ripresa dall’Huffington Post, di essere pronta a scendere in campo perché “tantissime persone auspicano un mio ruolo attivo, e io non intendo tirarmi indietro”, poi Muraro accusa con veemenza: “mi hanno sfregiato e voglio riscattarmi”. Quindi una tiritera di dichiarazioni da lettino dello psicologo ad uso e consumo del poverinismo e del guardacosalehannofatto: “La mia vita è sospesa, e lo sarà chissà fino a quando. Un programma per Roma ce l’ho, con una squadra sarei pronta a propormi. La politica deve tornare a occuparsi del bene comune”.

Che è esattamente ciò che raccontava Virginia Raggi prima della sua elezioni, quando poi bene comune e bene a 5Stelle si sono confusi in un’accozzaglia di interessi incrociati di difficile comprensione. Muraro continua: “Mi hanno massacrato, ho pagato un prezzo altissimo e, come dimostrano gli ultimi accadimenti, il problema a Roma non ero certo io” e tira in ballo il progetto “di Marino e Alemanno, condiviso da destra e sinistra, per la gioia di Caltagirone, lo mette in pratica il M5S. E’ un paradosso. Io ero stata individuata da Virginia Raggi e dal minidirettorio per realizzare un programma alternativo, di vero cambiamento, con al centro l’azienda pubblica. Mi sembra che il bene comune abbia lasciato il posto a ben altri beni…”. Insomma pura come una vergine, anche lei.

Poi il passaggio dell”intervista dal quale si evince che gli elettori già non possono più fare a meno di lei, essendo diventata il punto di riferimento di tutti i delusi dal M5S: “Su Facebook mi scrivono decine di attivisti delusi da quel che vedono, dai repentini cambi di linea politica, dall’eccessiva verticalizzazione, dai codici etici che si applicano a seconda delle convenienze (…) per strada ricevo numerosi attestati di stima e solidarietà umana. La gente mi chiede di non mollare, di andare avanti, di continuare a svolgere un ruolo pubblico” e via bla bla bla. Dichiarazioni che sembrano mutuate dai discorsi di Berlusconi contro il pericolo comunista, stesso vittimismo, stessa pretesa di empatia e sommovimenti emozionali, stesso nulla da dire né da proporre, ma quel nulla lo pronuncio benissimo.

Aspettiamo quindi con ansia, la discesa in politica dell’ennesimo trombato che rientra per dimostrare che gli altri avevano torto e lui/lei ragione. Cose da non confondersi con il bene comune di cui troppo si straparla.

 

 

(30 maggio 2017)

 




 

 

 

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