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La Sindachissima di Roma, già Nostra Signora del Pianto dal Balcone, affila le armi per il post referendum e prepara i tagli ai Municipi e alla spesa sociale (addirittura di un quinto, 50 milioni in meno), ma il nuovo miracolo raggico andrà in onda dopo il referendum, da lunedì 6 dicembre. Meno soldi anche alle scuole, tanto l’elettorato delle credere alle balle del Sacro Blog, quindi di buona istruzione che bisogno c’è?
Secondo quanto scrive la Repubblica c’è molto malcontento tra i Municipi I e II a guida Pd (nonostante il Municipio I goda di 700mila euro in più), mentre godono di ottima salute quelli a guida M5S, soprattutto il V, VI e VII che si vedono aumentare gli stanziamenti rispettivamente di 1,9, 2 e 4,2 milioni di euro. Gli stanziamenti complessivi calano da 242 milioni a 189. Questo per il 2017. Per 2018 e 2019 la Sindachissima ha previsto invece stanziamenti di 160 milioni all’anno. Equa. Probabilmente la prossima mossa sarà eliminare il denaro ed introdurre il libero scambio, come recitava la fantasiosa campagna elettorale di Donna Raggi delle Funivie che la proiettò, bacchetta magica alla mano e lacrima facile, all’ambitissima poltrona capitolina.
Sperano tutti, perché si vive sempre sperando, che Raggi dei Miracoli ottenga maggiori risorse dal patto per Roma. Ma tutto è rimandato al dopo referendum. Perché anche Casa5Stelle è come tutti gli altri. Le cattive notizie si danno dopo il voto.
Interessanti [sic] i tagli ai servizi sociali: il XIII Municipio, ad esempio, avrà 35 mila euro in meno per l’assistenza domiciliare disabili, e quasi 20 mila in meno per l’assistenza ai disabili nelle scuole. Lei, Donna Raggi del Pannolino Lavabile, ha davvero a cuore il benessere di tutti i romani. Per questo è bene aspettare di vedere la manovra esattamente come sarà. E non è affatto detto che la realtà non superi le più pessimistiche previsioni.
(3 dicembre 2016)
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