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Virginia Raggi, o dell’esilarante storia della Giunta Brancaleone

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virginia-raggi-44di G.G.

 

 

 

L’ultima della Sindaca del Libero Scambio, obbligata dalla sua maggioranza brancaleone, arriva nel pomeriggio del 29 novembre quando in Campidoglio la maggioranza insieme a quel genio di Stefano Fassina, impegna la Sindaca Raggi a sostenere la campagna del “No” al prossimo referendum. Ventotto i voti a favore (su 35 presenti) per una nuova delibera che, come tutte le altre, cambierà di certo il volto di Roma [sic]. In Campidoglio è il caos, tutti furiosi e un consigliere PD viene espulso, tra grida ed applausi. La democrazia a 5Stelle si avvicina sempre più pericolosamente alle dittature sudamericane del secolo scorso.  Scrive Il Messaggero che  l’opposizione compatta – dal Pd a Fratelli d’Italia – accusa il governo grillino di strumentalizzare l’assemblea capitolina per motivi e argomenti che esulano le emergenze di Roma.  “Vorremmo discutere – esordisce la capogruppo del Pd, Michela Di Biase – di Roma ma non ci riusciamo. Non ci presteremo al disprezzo dlel’aula, non ci presteremo al voto di questa mozione al contrario ci appelleremo al prefetto per ristabilire la normalità”. Si chiude così un’altra giornata nella quale la Sindaca di tutte le promesse e di nessun fatto concreto, che non sia a benefici dei vari Marra e Romeo e degli alemanniani, ha dato bella mostra di sé.

La stampa non ci va giù leggera con la povera Raggi del Complotto dei Frigoriferi. Il quotidiano di famiglia dell’ex presidente Berlusconi, parliamo de Il Giornale, racconta un fatterello che ha a che fare con una “delibera propedeutica al bilancio previsionale 2017, già approvata dalla giunta a Cinque Stelle e in attesa del nulla osta dell’aula Giulio Cesare, per l’anno venturo si stima un incremento di 21 milioni nelle entrate derivanti dalle multe rispetto all’anno precedente”. Il quotidiano cita poi Il Messaggero, secondo il quale “l’obiettivo della sindaca grillina è quello di lavorare ventre a terra sulla riscossione delle multe già staccate e non ancora riscosse, con un incremento di oltre un terzo degli incassi, da 115 a 155 milioni di euro”. L’esperienza nel campo del recupero crediti, almeno quella, la Sindaca delle Funivie ce l’ha.

Insomma, mentre c’è tutto un mondo intorno che grida ogni giorno, Virginia Raggi pare preoccuparsi soltanto degli equilibri interni alla giunta e dei suoi rapporti privilegiati con Romeo e Marra, se ascoltiamo ciò che l’ex capo di Gabinetto della Giunta Raggi, Carla Raimondi, ha depositato in un memoriale depositato alla Procura di Roma del quale parla l’Huffington Post. Secondo il quotidiano, che cita la Repubblica, il memoriale è depositato alla Procura di Roma, registrato con un protocollo riservato, di cui dà notizia la Repubblica. Quarantacinque giorni in cui la giudice ha vissuto manovre, minacce, sotterfugi messi in atto dal cosiddetto “Raggio Magico”, che affianca e indirizza la sindaca M5S. Un gruppo assai ristretto — il vice Daniele Frongia, il braccio destro Raffaele Marra e il capo segreteria Salvatore Romeo — che domina il Campidoglio. “Avrò visto Raggi complessivamente un paio d’ore in un mese e solo in occasione delle riunioni di Giunta. Per contro lei era sempre chiusa nella sua stanza con Romeo e Marra, sempre informati in tempo reale”. Del resto se certa destra ti vota, poi il conto a certa destra glielo devi pagare.

Continua l’Huffington Post raccontando lo scontro dell’ex Carla Ranieri con Virginia Raggi, già Nostra Signora dal Balcone Piangente (dicono pianga spesso, è tanto sensibile), la quale Ranieri pose tre condizioni per la permanenza nel suo incarico di capo di Gabinetto: allontanare Marra dal Gabinetto e nominare al suo posto un colonnello dei Carabinieri; rivedere la nomina di Romeo; restituire dignità all’ufficio di Gabinetto, limitando le interferenze. Come sono andate le cose lo abbiamo visto con Raggi che ha scritto una nuova pagina della gloriosa storia tutta onestà e coerenza del M5S.

 

 

 

 

(30 novembre 2016)

 

 

 

 

 

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