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I danni dell’annessione ricadono sul voto in Germania #Visioni di Mila Mercadante

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di Mila Mercadante, twitter@Mila56170236

 

 

Gli aiuti e l’assistenza tecnica ai paesi colonizzati e/o ex-colonie sono in linea di massima sovvenzioni ai capitalisti e a quei governi che garantiscono la continuazione del sistema mercantile. Questi aiuti costringono i paesi deboli ad indebitarsi sempre di più: il debito è il giogo, il cappio al collo del sottomesso.

A partire dal quindicesimo secolo l’Europa occidentale diede inizio alla sua violenta espansione tra Africa e Americhe. L’Africa in quel secolo forniva all’Europa espansionista gli schiavi, i quali col loro durissimo lavoro valorizzavano i territori sconfinati delle Americhe a tutto vantaggio dell’Europa. Si creavano così le condizioni che avrebbero generato col tempo una divisione netta e insanabile tra paesi sviluppati e paesi cosiddetti sottosviluppati. In realtà ciò che ancora adesso viene definito sottosviluppo non è che il risultato del colonialismo. Dal diciottesimo secolo in poi commercianti, banchieri e armatori diedero inizio a un vero e proprio saccheggio dell’America e allo sfruttamento dell’Africa, perfezionando l’accumulazione primitiva del capitale, fino alla formazione del vero e proprio sistema di produzione capitalistico. Alla fine del diciannovesimo secolo tutta l’Africa era stata colonizzata dalle potenze europee, e contemporaneamente gli Stati Uniti cominciarono ad avventarsi sui territori latino-americani. E’ andata così.

Naturalmente in seguito il sistema coloniale è stato adoperato anche all’interno del continente europeo: Inghilterra, Francia e Germania sottomisero gli Stati centrali e orientali, tutta la zona danubiana e balcanica. La Russia imperiale dal 1905 fino alla prima guerra mondiale dipendeva completamente dal capitalismo di Francia e Inghilterra, così come la monarchia greca, mentre quella bulgara divenne protettorato tedesco. La Grecia, paese membro dell’unione monetaria europea, costituisce un esempio attualissimo capace di dimostrare chiaramente quanto i rapporti di dominio e di asservimento tipici del colonialismo non siano mai mutati. Gli aiuti che essa ha ricevuto non hanno fatto che peggiorare le condizioni del popolo greco (40% di indigenti), ma hanno fatto incassare alla Germania 1,3 miliardi di euro, oltre all’acquisizione di risorse a prezzi di saldo.

Il colonialismo mieteva e miete vittime anche all’interno del medesimo Stato. E’ accaduto in Francia, in Italia, in Spagna, in Gran Bretagna e – in tempi recenti – anche in Germania, con l’annessione della ex DDR, accorpata all’ovest con metodi francamente ed evidentemente discutibili, che si sono rivelati distruttivi nel giro di pochissimi anni. I toni trionfalistici e la narrazione con cui si celebra ogni anno la caduta del muro di Berlino hanno oscurato la realtà dei fatti, che il professor Vladimirò Giacché ha descritto con dovizia e con dati particolareggiati nel libro “Anschluss”.  Le due facce della stessa popolazione sono ancora molto diverse, le comunità rimangono separate, non si mischiano, a ognuno il suo. Berlino est è molto meno sviluppata, più povera, non competitiva e deindustrializzata. In una parola: sottomessa. E’ un po’ come siamo noi, l’Italia del nord e l’Italia del sud, ed è un po’ come l’Europa dei PIGS rispetto al nord del continente. I tedeschi occidentali chiamano quelli dell’est Wessis, che naturalmente è un termine dispregiativo, proprio come terroni da noi e PIGS nel continente. Il più forte si comporta sempre allo stesso modo, perfino coi fratelli. I tedeschi, quando avvenne in fretta e furia l’annessione, unificarono il marco con un cambio 1 a 1. Questa, per le fiumane di persone che si accalcavano agli sportelli bancari, sembrò una buonissima cosa. Non lo era affatto per l’economia industriale e per il lavoro di Berlino est.

Le imprese occidentali crebbero mentre quelle orientali persero ogni competitività e la disoccupazione aumentò a dismisura. Il Treuhandanstalt – un ente fiduciario creato apposta nel 1990 per gestire la privatizzazione selvaggia di tutta la zona est – voleva privatizzare tutto e subito. Rohwedder, uno dei presidenti dell’ente, non era d’accordo con questa politica delle privatizzazioni e non voleva assolutamente liquidare l’economia dell’est in un battibaleno: era necessario un periodo più lungo per conformare due economie così differenti, basate del resto su presupposti ideologici differenti. Rohwedder venne assassinato, si disse dai terroristi della RAF, in realtà non s’è mai capito bene da chi. Al suo posto arrivò una donna che privatizzò con una tale velocità da risolvere tutta la questione nel giro di soli 4 anni! Il Treuhandanstalt chiuse i battenti, tutti si sentirono soddisfatti malgrado l’operazione avesse causato una marea di disoccupati a est e una perdita di 250 miliardi alla Germania ovest. Come mai l’ovest perse tanto denaro?

In pratica la colonizzazione avvenne anche attraverso acquisti molto poco limpidi di industrie e officine da parte di affaristi di Berlino ovest che comprarono a prezzi stracciati, simbolici, e che ricevettero da ovest fondi davvero cospicui per rimettere in sesto quelle imprese. Siccome si trattava di faccendieri senza scrupoli essi si guardarono bene dal farlo. I terreni sui quali quelle industrie poggiavano erano per loro la sola parte interessante dell’affare: servivano alla speculazione edilizia. I primi 5 anni che seguirono all’annessione furono sufficienti a determinare – a causa di scelte e decisioni errate e fortemente speculative – un divario spaventoso tra le due Berlino che a tutt’oggi non si assottiglia: alcuni economisti e osservatori ritengono che non basterebbero 300 anni per pareggiare l’economia di Berlino est col resto del paese, altri ritengono che fra 40 anni forse si potrebbe raggiungere una reale riunificazione dal punto di vista economico. Per ora il Pil della zona est è fermo al 66% del livello della parte ovest, la disoccupazione è alta, la metà dei cittadini vive di assistenza statale, il flusso migratorio verso occidente è meno prepotente rispetto agli inizi ma continua, infine la qualità della vita è imparagonabile a quella dell’ovest. Il modello tedesco per l’annessione delle regioni dell’est è lo stesso utilizzato oggi con gli Stati europei svantaggiati: diete, terapie shock, privatizzazioni, svendite, le quali non rappresentano affatto una soluzione ma anzi determinano squilibri fortissimi.

Perché ho riassunto la storia vera dell’annessione? Perché non sopporto le analisi del voto in Germania. Si continua a colpevolizzare gli elettori, si continua a spiegare la protesta in un modo che è totalmente antidemocratico, affermando che chi ha votato AFD appartiene alla fascia sociale degli ignoranti (operai, artigiani), esattamente come accadde dopo il referendum su Brexit. C’è chi ha giocato la carta del sottosviluppo a est attribuendo la povertà dell’oggi ai troppi anni di regime comunista e omettendo tutto il seguito. Ogni effetto ha una causa ben precisa, ogni nodo prima o poi viene al pettine. Questo è il secondo, ne arriveranno altri.





(27 settembre 2017)

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